chiudi

Sentenze

Sentenze

IL GARANTE DELLA PRIVACY SU TRATTAMENTO ASL ELENCHI COVID+

322.0.1020033605-kr0g-u32501952037826puh-656x492corriere-web-brescia_414x232_M

Un Comune ha ricevuto l’elenco delle persone risultate positive al virus tramite una casella di posta elettronica generica consultabile da tutti i dipendenti, e per questo motivo ha presentato una segnalazione al Garante.

L’ASL si è quindi subito messa a disposizione dell’Autorità evidenziando di aver immediatamente adottato misure più pertinenti per tutelare la riservatezza delle persone tra cui la cifratura degli elenchi, ai sensi dell’art. 32, GDPR.

continua
Sentenze

NO VAX? SOSPENSIONE ADEGUATA E PROPORZIONATA

Screenshot_20200627-075127351_1

Sospesa dal lavoro e dallo stipendio perché si rifiuta di vaccinarsi contro il Covid, fa ricorso contro il provvedimento al giudice del lavoro che glielo respinge giudicando la misura «adeguata e proporzionata».

La vicenda è accaduta a Terni e vede protagonista un’operatrice socio sanitaria, dipendente della cooperativa sociale Actl New.

continua
Sentenze

NO MASK? SI SANZ!

KN95 II

4 giugno 2021, il Giudice del Lavoro del Tribunale di Venezia conferma tramite sentenza la legittimità della sanzione disciplinare inflitta ad un lavoratore per il mancato utilizzo della mascherina sul luogo di lavoro, il cui uso è misura di sicurezza e di igiene imposta dalla diffusione della pandemia, con la conseguenza che l’inottemperanza alla disposizione impartita dal datore di lavoro di indossarla costituisce un inadempimento sanzionabile con la sospensione dal lavoro e dalla retribuzione. SAPEVATELO!

continua
Sentenze

TRIBUNALE BELLUNO 12/2021 SU RICORSO OSS NO VAX: RIGETTATO

silenzio2

TRIBUNALE DI BELLUNO n. 12/2021 R.G.

Il Giudice

sciogliendo la riserva assunta con verbale di trattazione scritta in data
16.3.21;

ritenuto che risulta difettare il fumus boni iuris, disponendo l’art. 2087 c.c.
che “ L’imprenditore è tenuto ad adottare nell’esercizio dell’impresa le
misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica,
sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei
prestatori di lavoro “;

continua
Sentenze

P.Q.M. HA DIRITTO AD ESSERE ASSEGNATO…

Cosi-e-se-vi-pare

Da Nursing Up Lazio riceviamo e pubblichiamo.

Gent.le Direttore, interessante sentenza. Io stessa nel difendere colleghi che sospiravano per un cambio contestuale, ho dovuto consigliare di rinunciare a cambiare alle prerogative di L. 104.
Un bruttissimo consiglio, cui avrei preferito non ricorrere, si è costretti ad utilizzare tale modalità al fine di addivenire ad una soluzione. Spesso è un problema serio essere costretti ad aspettare i tempi della giustizia, certi escamotage, benché lunghi, risultano più veloci del ricorso al tribunale, ma anche più economico.

continua
Sentenze

SE L’INFERMIERE PIANGE, IL MEDICO NON RIDE

photo-1518893883800-45cd0954574b

Risarcimento del danno per mancato riconoscimento della professionalità

Il Tribunale di Potenza, Sezione Lavoro, ha condannato un’azienda sanitaria lucana al risarcimento del danno professionale e patrimoniale subito da un dirigente medico  a cui è stato immotivatamente negato il diritto a essere impiegato in mansioni attinenti al proprio ruolo.

Il medico, dipendente di un’Azienda Sanitaria lucana, è stato costretto a una forzata inattività per un periodo prolungato senza alcuna giustificazione da parte dell’Azienda Sanitaria di appartenenza. Al professionista, infatti, è stato attribuito un incarico di base oggettivamente inadeguato rispetto al bagaglio professionale, all’esperienza maturata, all’anzianità di servizio e alle valutazioni positive formulate dalla stessa Azienda.

continua
Sentenze

CIRCONVENZIONE D’INCAPACE: 4 ANNI E 3 MESI DI RECLUSIONE

Immagine1
Ha circuito una paziente malata sottraendole con l’inganno circa 60mila euro. Un’infermiera professionale dell’Ausl, in servizio a Riccione, è stata condannata per circonvenzione d’incapace dal tribunale collegiale di Rimini a 4 anni e 3 mesi di reclusione. Ritenuto colpevole anche il figlio: per lui una pena di 2 anni e 9 mesi per riciclaggio di denaro.
Secondo l’accusa, l’infermiera (originaria della provincia di Potenza) dal 2011 al 2013 avrebbe lavorato ai fianchi la paziente, una riminese di 58 anni affetta da una malattia mentale e invalida civile, conquistando la sua fiducia e il suo affetto in modo da farsi consegnare tutti i soldi che aveva su un conto corrente postale, circa 60mila euro, provenienti dalla vendita di un piccolo appartamento ereditato.
continua
Sentenze

DANNO ERARIALE: CORTE DEI CONTI CONDANNA UN’INFERMIERA A RISARCIRE DANNI PROVOCATI AD UN PAZIENTE

Immagine1

La Corte dei Conti ha condannato un’infermiera a pagare alla Regione parte del risarcimento dato ad una paziente alla quale aveva provocato lesioni

FIRENZE — Un’infermiera in servizio presso l’ospedale di Piombino è stata condannata a risarcire la Regione Toscana della somma di 50mila euro per aver causato gravi lesioni ad una paziente durante una colonscopia. I fatti risalgono al 2010 e la donna in seguito alle gravi lesioni provocate dall’indagine eseguita non correttamente, come ha stabilito la sentenza della delle Corte dei Conti della Toscana, fu sottoposta ad un intervento urgente.

La donna aveva citato L’Asl Toscana nord ovest ottenere un risarcimento per i danni subiti dalla donna e l’Asl l’aveva risarcita con la cifra di 550mila euro nel 2015 sulla base della quantificazione del danno proposta dal Comitato regionale di Valutazione Sinistri. L’Asl poi aveva inviato alla Corte dei Conti, l’elenco dei sinistri risarciti per l’anno 2015 come avviene in questi casi.

Era così partito il procedimento da parte della procura della Corte dei Conti che si è concluso con la sentenza del 12 Dicembre scorso in cui è stato stabilito che l’infermiera dovrà pagare alla Regione Toscana la somma di 50mila euro  -in base ad una serie di valutazioni fra le quali le sue possibilità economiche – e non all’Asl, dato che si tratta di risorse stanziate all’Asl con apposito fondo da parte della Regione. Altro dato emerso per la riduzione del risarcimento dovuto dall’infermiera consiste nel fatto che non era stata stipulata una polizza assicurativa da parte dell’azienda stessa.

https://www.quinewsvaldicornia.it/firenze-lesioni-durante-un-esame-infermiera-deve-pagare.htm

continua