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Editoriali

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MESTA DEL 1 PAGGIO

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Noi non ci dimentichiamo della Mesta del 1° Paggio, intesa come tristezza dell’intrapreso percorso del giullare di quale corte.

La peti-zione mondiale/via satellite/urbi et orbi/eurovisione ha portato nonostante il can can a nemmeno 2900 sottoscrizioni,  al lordo delle tarocche, di richiesta epurazione.

Pochi pochi dietro all’anatema dell’asiniello di turno, paggetto di un disegnino ad orologeria dove compari di merenda com-peto-no a chi la spara più grossa, e continuando sia a dispensare consigli che a dare il cattivo esempio.

Buona Mestizia, è la vostra giornata.

 

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NELL’UOVO DI VAXQUA?

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Nel nostro virtuale uovo di vaxqua, buon calendario vaccinale agli operatori sanitari, soprattutto a chi ha dovuto declinare il primo turno. La legge è uguale per tutti. Anche i decreti legge.

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VENETO, OSS PROSSIMO VENTURO: IL PUNTO DI VISTA DI CHI SI SENTE GESÙ NEL TEMPIO

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“… e dispensa buoni consigli non potendo più dare cattivo esempio…”

 

Pervengono ai diretti e legittimati interessati in regione Veneto, improbabili preoccupazioni e suggerimenti non richiesti a superamento del contenzioso che si profila e dove dovrebbe rispettarsi il divieto di transito tra regioni.

Reclamiamo la zona rossa politica.

Ognuno si occupi del proprio territorio, del proprio ambito, dei propri rappresentanti regionali.

Opi e sindacati Regione Veneto sapranno cosa fare come e quando.

Date al Veneto ciò che è del Veneto, e non rompete i cabasisi.

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NO TAX, NO FAX, NO PAX, NO SAX

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Niente tasse, niente trasmissioni obsolete di documenti con spreco di carta e toner, niente sassofono nel condominio, può starci anche un po’ di guerriglia interiore tra corpo e mente o tra marito e moglie o tra padre e figlio poi tanto torna il sereno…

ma infermieri no vax non si può sentire.

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CENTOMILA MINUTI DI SILENZIO

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Centomila minuti di silenzio. Siano essi semplici cittadini o professionisti sanitari, giovani o anziani, residenti o migranti, in forze o fragili, uomini o donne, terrapiattisti o secondo scienza o coscienza, infermieri o medici, oggi tutti meritano centomila minuti di silenzio. È una strage incredibile.

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IL CITOFONO DA LEI PIGIATO AL MOMENTO È STACCATO O NON DISPONIBILE. RIPROVI PIÙ TARDI

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In politica, nel sindacato, nei luoghi di lavoro, a volte succede che si scambino i fini con gli strumenti, mischiando il sacro con il profano, in un eccesso di bramosia ed agitazione psicomotoria che alla lunga potrebbero rivelarsi un boomerang.

Tutti chiedono alla politica, al sindacalismo, all’ordinistica azioni e soluzioni anche extra lavorative, salvo differenziare nel secco quando non servono più.

Nessuno, ribadiamo nessuno, ha il diritto di tirarci la giacchetta, farci la morale, coinvolgere quando si è in piena disperazione, desolatamente soli e in non autosufficienza.

Cortesemente, da oggi citofonate altrove.

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ITALIA SCHIVA

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Il day after del rottamatore senza incentivi di Stato e supervalutazione dell’usato, volge al termine. E dalle reazioni dei cittadini e della politica praticata anche fuori confini, non pare sia stata giudicata una genialata. Anzi. Se vi fosse un osservatorio nazionale sui boomerang di certa classe politica e dirigente, oggi 14 gennaio assieme agli scatoloni del Ministro Bonetti, avrebbero da fare le valigie in tanti. Ma non succederá, nemmeno un trolley, una sacca, una borsa dell’Ikea. 

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GIUSEPPI STAI SERENO…

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Il rottamatore insiste. Dopo Enrico Letta, manda a casa Giuseppe Conte. Le modalità le medesime: un agguato.

I tempi sono differenti, ma il senatore non sente e non vede. Ma parla.

Ha ragione su alcune questioni e torto su molte altre. Il classico bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno.

Ma non si banchetta sulle disgrazie altrui, quelle che arrivano dagli avamposti del SSN nel territorio che sono le terapie intensive e le rianimazioni e le malattie infettive, quelle che arrivano dalle saracinesche abbassate, dalle attività commerciali e artigianali chiuse, dalla cassa integrazione, dalle zone arancio e gialle e rosse, quelle che arrivano dalle scuole chiuse, dalle RSA isolate come gli anziani che ospitano.

Era tutto prevedibile? Forse.

 

 

 

 

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I FURBETTI DEL VACCININO

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Le linee guida Ministeriali sul piano vaccinale nella fase iniziale sono inequivocabili, individuando nel quarto asse le categorie da immunizzare con priorità: operatori sanitari e sociosanitari, residenti e personale delle Rsa per anziani, persone in età avanzata.

“Naturalmente, con l’aumento delle dosi di vaccino – ha specificato il Ministro – saranno sottoposte a vaccinazione le altre categorie di popolazione”.

Essendo questa la fase 1 con le dosi di vaccino centellinate, va da sé che gli amici degli amici, il parente dell’usciere, la moglie del medico, l’amministrativo dell’ufficio cartelle cliniche, il rampante facenti funzioni, il dirigente del distretto sanitario fantasma, l’assessore comunale di destra, il consigliere comunale di minoranza di sinistra, i “lei non sa chi sono io”, e i tantissimi “mi manda Picone”, possono accomodarsi altrove e attendere la fa 2.

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LOTTE SINDACALI, CONTRATTI DI LAVORO E PUGNO CHIUSO

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È da tempo immemore che non si assiste in sanità a manifestazioni oceaniche e incazzose di lavoratori a tutela dei loro diritti-doveri, di un contratto collettivo degno e adeguato, di condizioni di lavoro degne e sicure.

Autoconvocazioni al limite ingazzose, delocalizzate, autoreferenziali, polverizzate, ininfluenti, ai minimi storici quanto a partecipazione con numeri da prefisso telefonico.

Ah, giusto, il telefono, nel frattempo diventato smartphone in mano ad utilizzatori seriali e compulsivi, dediti al chiacchiericcio e alla polemica, all’insulto e alle prevaricazioni. Quindi tempo rubato all’agricoltura.

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