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avv. Giacomo Doglio

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SE QUESTO È UN SINDACATO

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Sulla sentenza di condanna in Cassazione a risarcire infermieri ed infermiere dell’azienda ospedaliera Brotzu di Cagliari per averli demansionati, dequalificati, mortificati, cerca di banchettare una compagine sindacale che per anni non ha mosso un dito, non ha messo la faccia, non ha investito risorse, non ha creduto, non ha risolto, non ha impugnato, anzi minimizzando e canalizzando altrove i suoi interessi.

Che adesso si auto compiaciano pur non bucando il video fa solo sorridere, ma questo è il materiale umano di riferimento e non possiamo curarcene oltre questa testimonianza redazionale.

La storia giuridica e nazionale delle vertenze su demansionamento e dequalificazione professionale portano ad un solo professionista, l’avv. Giacomo Doglio giuslavorista del foro di Cagliari.

Non c’è spazio per i signori Von Frozen e dintorni.

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Aziende Ospedaliere

INFERMIERI DEMANSIONATI E MORTIFICATI, E ARNAS PAGA

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In ospedale gli infermieri devono fare gli infermieri. Non possono essere utilizzati per mansioni che “mortificano” la loro professionalità. Ossia, non possono svolgere attività, come la pulizia dei pazienti o la gestione di rifiuti, che dovrebbero essere portate avanti da personale di grado inferiore.

Altrimenti l’azienda sanitaria deve pagare i danni.

Lo ha stabilito la Cassazione, così hanno sentenziato i giudici di vari livelli. E al Brotzu lo sanno bene: il direttore generale Agnese Foddis ha dovuto firmare una delibera che stanzia i fondi per pagare i danni non patrimoniali subiti da una ventina di infermieri che aveva fatto causa all’Arnas, attraverso l’avvocato Giacomo Doglio.

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LA CORTE DI CASSAZIONE CONFERMA LE RAGIONI DEGLI INFERMIERI!

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Quando i Collegi IPASVI prima e OPI poi, le Organizzazioni Sindacali Confederali, i Sindacati Autonomi, i Sindacati di Categoria nemmeno intuivano le dinamiche del demansionamento e della dequalificazione professionale e anzi ne negavano l’evidenza, lo Studio Legale Doglio apriva in tempi non sospetti ed in perfetta solitudine ma convintamente e scientemente una strada giuridica e culturale che non ha eguali nella storia della giurisprudenza italiana. Gli altri sono tutti venuti dopo, e possono assurgere solo a band wagon.

La Corte di Cassazione conferma le ragioni degli infermieri.

Finalmente si chiude il cerchio.

La Corte di Cassazione, con tre ordinanze pubblicate nel mese di luglio 2022 – nn. 21924, 21942 e 23183 – ha rigettato i ricorsi proposti da alcune Aziende sanitarie contro le sentenze pronunciate dalla Corte d’Appello di Cagliari in materia di demansionamento degli infermieri.

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PS ASL SULCIS E SICUREZZA SUL LAVORO: I SANITARI RICORRONO AL GIUDICE. TUTTI O SOLO QUALCUNO?

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Stando a quanto ricostruito da Sardinia Post, la prima emergenza è il sovraffollamento: all’Ospedale Sirai si entra ma non si sa quando si esce e questo pregiudica gravemente l’attività di emergenza-urgenza cui il Pronto Soccorso è preposto. Ci sarebbe anche una documentazione per immagini che testimonia la gravità della situazione.

Al Pronto Soccorso di Carbonia i pazienti che necessitano di ricovero, ma che non possono essere trattenuti in ospedale nonostante le richieste dei medici, stazionano in barella anche per giorni.

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AVV. DOGLIO SU SENTENZE DEMANSIONAMENTO E DEQUALIFICAZIONE

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11 luglio 2022, un giorno da ricordare.

Con due sentenze “gemelle” pubblicate ieri, la Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi di un’Azienda sanitaria e confermato le ragioni degli infermieri che avevano agito in giudizio per difendere la loro professione da condizioni di lavoro “mortificanti”.

Le conformi decisioni del Tribunale e della Corte d’Appello che avevano accolto le domande degli infermieri finalizzate a inibire la loro assegnazione alle attività del personale di categoria A e B e a riconoscere il diritto al risarcimento del danno alla dignità e all’immagine professionale, sono state, quindi, pienamente condivise anche dalla Suprema Corte.

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SONO GIURISPRUDENZA LE SENTENZE DI CASSAZIONE PER DEMANSIONAMENTO E DEQUALIFICAZIONE INFERMIERISTICA

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Quando anche in Cassazione resistono le cause per demansionamento infermieristico e dequalificazione professionale intentate dal legale avv. Giacomo Doglio del Foro di Cagliari e si arriva a due sentenze che riconoscono le ragioni dei ricorrenti infermieri e infermiere di Medicina e Chirurgia e condanna una azienda sanitaria pubblica, per la professione e per chi ci ha sempre creduto in tempi non sospetti come OPI Carbonia Iglesias, è una giornata storica che da oggi lunedì 11 luglio 2022 diventano anche Giurisprudenza.

Seguiranno aggiornamenti

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L’OTTIMIZZAZIONE DELLE RISORSE NASCONDE UNA DOPPIA FREGATURA

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I pazienti dializzati, specie nell’attuale contingenza pandemica, non dovrebbero trovarsi nella condizione di dover difendere il loro diritto ad un trattamento che ha garantito negli anni una migliore qualità di vita e diversi vantaggi clinici.

Le gravissime carenze di personale, reiteratamente denunciate dagli operatori, devono essere colmate e non aprire la strada alla “ottimizzazione delle risorse”.

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ANCORA AVV. DOGLIO SU DEMANSIONAMENTO E DEQUALIFICAZIONE

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DEMANSIONAMENTO DEGLI INFERMIERI

Con una nuova sentenza del 08.07.2020 il Tribunale di Cagliari, in linea con il proprio consolidato orientamento, ha accolto un ricorso proposto dagli infermieri di una struttura ospedaliera pubblica condannando l’azienda sanitaria ad assegnarli alle sole mansioni proprie del profilo formale di appartenenza e al risarcimento dei danni non patrimoniali.

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ASSL OR/ATS SARDEGNA PAVONEGGIAVANO? TRIBUNALE LAVORO: GIU’ LE PIUME

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Nella neuroriabilitazione ‘usati’ medici internisti: il tribunale boccia l’Ats

Medici internisti impiegati nella neuroriabilitazione, quindi “in ambiti di competenza specialistica manifestamente differenti”.

Con questa motivazione (e non l’unica) il Tribunale del lavoro di Oristano ha bocciato l’organizzazione di un nuovo reparto che l’ospedale di San Martino aveva inaugurato il 12 ottobre 2016, quando la sanità sarda era ancora divisa in Asl e quella di Oristano corrispondeva alla numero 5.

A presentare il ricorso erano stati nel 2017 tre dirigenti medici internisti che con l’apertura della degenza neuroriabilitativa vennero inseriti d’imperio nella turnazione del nuovo reparto, dalle 20 alle 8. Una turnazioneche di fatto diventava doppia, visto che restava in piedi l’obbligo di prestare assistenza, nell’orario diurno – dalle 8 alle 20 -, ai pazienti ricoverati nella Medicina interna. Un anno fa il primo ricorso, con procedimento d’urgenza, affidato all’avvocato del foro di Cagliari, Giacomo Doglio, e subito accolto dal Tribunale di Oristano.

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