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PISA. Certo, in cima alla top ten non c’è più lui e non c’è più quella cifra: Stanislao Rizzo e, una casella più in là, 1,1 milioni di euro. Ma in fondo gran parte dei guadagni del super chirurgo dell’occhio proveniva dalla sua attività privata, non era costituita da “spese” a nostro carico, semmai un fiore all’occhiello per Cisanello. Anche se proprio con la Finanziaria di due anni fa è finita l’era dello stop totale al turn over e del blocco ad ogni scatto di anzianità che consentiva all’Azienda ospedaliero-universitaria di Pisa di risparmiare. Così sono tornati a costarci un po’ di più. Così, l’Aoup nel 2015 ha speso per gli stipendi dei suoi 967 camici bianchi 74,6 milioni, 2 milioni in più di quanto avesse sborsato un anno prima. E di altri due milioni è salita la spesa anche nell’anno appena trascorso, se il consuntivo a giugno confermasse le previsioni del bilancio preventivo 2016. Effetto dell’aumento di alcune indennità professionali maturate proprio nel 2015, una delle quali scattata per i medici che da 5 o 15 anni lavorano in esclusiva per il pubblico. Anche se da un paio di anni e per i prossimi tredici l’azienda guidata dal direttore generale Carlo Tomassini spenderà 19 milioni in più del previsto per pagare 20 prof dopo aver siglato una convenzione con l’Università contro cui i sindacati dei medici hanno presentato un esposto alla Corte dei Conti. Ma che sia l’ateneo o l’Aoup a pagare, quella pisana resta una sanità d’eccellenza, capace di trainare la Toscana in testa alle classifiche italiane in quasi tutti i campi della chirurgia del tumore: dalla tiroide al colon, dal polmone al rene ci sono moltissimi reparti finiti anche quest’anno ai vertici delle valutazioni Agenas, le pagelle assegnate dalla Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali in base agli esiti degli interventi chirurgici e dei ricoveri.

La top ten – La somma fra compenso statale e guadagni dall’attività privata*

stipendio aziendale libera professione totale
Paolo Vitti 128.349 364.471 492.820
Mario Gabriele 113.560 377.239 490.800
Marco Nardi 113.307 361.804 475.112
Luca Morelli 75.609 325.653 401.262
Francesco Francesca 120.864 266.828 387.682
Paolo Miccoli 127.522 242.004 369.526
Massimo Tonacchera 77.378 264.400 341.778
Maria Grazia Bongiorni 109.326 166.684 276.010
Ubaldo Bonuccelli 114.487 150.212 264.699

* Tutti i compensi sono espressi in euro e si riferiscono ai redditi lordi dichiarati per il 2015

Non è un caso allora che i cima alla classifica dei medici più ricchi ci sia uno come Paolo Vitti, primario di endocrinologia e direttore del centro da anni al primo posto in Italia nelle classifiche. Il luminare della tiroide, uno degli epigoni di Aldo Pinchiera, nel 2015 ha dichiarato 492mila euro, di cui 364mila guadagnati grazie alla libera professione. Una fetta di reddito rilevante, che si traduce in maggiori entrate anche per l’Aoup, dato che chi ha scelto l’attività intramoenia deve versare per legge una parte dei guadagni all’ospedale. Per questo ha pesato sulle entrate l’assenza di Rizzo. Il super oculista è volato a Firenze, dove Careggi gli ha costruito una clinica in cui svolgere la libera professione. Attività che – in parte – continua a portare avanti anche alla Casa di Cura di San Rossore e che lo ha reso il più ricco fra i chirurghi pisani nel 2014 con quel milione e 100mila euro di reddito lordo. La perdita non è stata solo di prestigio ma pesa anche per le tasche dell’Aoup, dato che la clinica di via delle Cascine doveva girare all’ospedale parte dei fatturati provenienti dall’intramoenia.

Non sembra invece aver avuto un effetto devastante per le dichiarazioni dei redditi di molti dei medici fino a un anno e mezzo fa impegnati nella clinica di via delle Cascine la delibera del luglio 2015 con cui Cisanello ha imposto ad una trentina di luminari di tornare a svolgere visite e interventi all’interno del policlinico. Non possono più operare a San Rossore primari come Marco Nardi, a capo di oculistica, uno dei maggiori esperti mondiali per la chirurgia mini invasiva del glaucoma e della cornea e terzo nella top ten dei più ricchi (475mila euro, 14 mila in meno del 2014), o un chirurgo di fama planetaria come Paolo Miccoli (sesto in classifica con 369 mila, appena 7 mila in meno di un anno prima), ma i loro portafogli non ci hanno rimesso. Come loro, era rientrato anche Generoso Bevilacqua, primario di Anatomia e istologia patologica 1, primo nella top ten degli stipendi aziendali più alti, ma non fra i primi dieci più facoltosi. Non sempre, infatti, i più pagati dal sistema sanitario nazionale o dall’Università sono i più ricchi. C’è chi si dedica interamente all’attività istituzionale e chi anche – legittimamente – alla libera professione. Così, dopo Vitti, Nardi e Miccoli, svettano per guadagni il dentista Mario Gabriele (490mila euro), il chirurgo Luca Morelli (401mila), l’urologo Francesco Francesca (387mila) e Massimo Tonacchera, un prof associato eppure un gigante con 341mila euro di reddito annuo. Anche lui, ovvio, della scuola Pinchera.

http://iltirreno.gelocal.it/pisa/cronaca/2017/01/05/news/vitti-e-gabriele-svettano-tra-i-paperoni-col-camice-1.14665831

 

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