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CAPRANICA – (i.m.) Non sarà un Natale felice e sereno quello dei dipendenti dell’Idi di Capranica. Ancora una volta al centro di vicissitudini finanziare dell’azienda e ancora una volta a rischio di perdere il lavoro. La Fondazione Luigi Maria Monti, che ha rilevato dai Concezionisti l’istituto dermopatico dell’Immacolata dopo la bancarotta, è infatti dovuta ricorrere alla cassa integrazione per 540 dipendenti, 55 dei quali appartenenti alla struttura Villa Paola di Capranica. La colpa, secondo i dirigenti e l’Ugl sanità è tutta da imputare ai tagli di budget decisi dal 2015 dalla Regione Lazio. Una situazione di crisi e precarietà che dal 2012, quando per il mancato pagamento degli stipendi si è scoperto un importante buco di bilancio oltre agli smisurati debiti dell’ospedale, continua a ripercuotersi sui dipendenti della struttura capranichese. Se da un lato la magistratura prosegue nelle indagini nelle aule del tribunale sulle responsabilità dei padri Concerzionisti riguardo alla bancarotta dell’Idi, dall’altro i dirigenti, così come i dipendenti, fanno fatica a rialzarsi e a lavorare in serenità, soprattutto a detta loro, per i continui tagli decisi dai vertici regionali. L’amministrazione laziale avrebbe infatti ridotto del 20% il budget destinato all’istituto, passando così da 44milioni a circa 35milioni di euro.

Tagli regionali, conseguenti alla bancarotta, che dal 2015 hanno inoltre indebolito la qualità dei servizi sanitari offerti da Villa Paola. Infatti una riduzione del 54% sui laboratori analisi dell’istituto dermopatico ha portato l’Idi di Capranica a diventare, di fatto, un semplice ambulatorio di paese non potendo più offrire, per mancanza di fondi, quei servizi che rappresentavano un vanto storico per Villa Paola, ovvero chirurgia e Day Hospital. Tagli che hanno di conseguenza comportato anche significative mancanze di ricavi per quasi 2milioni di euro l’anno.

Da subito Cisl Fp e Uil Fp si sono schierati dalla parte dei 55 dipendenti finiti in cassa integrazione: ”Non possono essere sempre i lavoratori a rimetterci”, hanno dichiarato. Dall’altra Ugl sanità, sindacato della Fondazione Monti, dopo il ricorso alla Cig ha inviato una lettera alla regione per chiedere di smettere con i tagli al budget, previsti anche per il 2017, e di trovare una soluzione che possa mettere fine a questa situazione drammatica.

http://www.viterbonews24.it/news/idi,-55-dipendenti-in-cassa-integrazione_70915.htm

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