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Ventuno servizi sanitari diversi e altrettanti sistemi di accesso alle cure. Con la vittoria del No al referendum costituzionale nulla cambia quanto alle competenze di Stato e Regioni. Lo sottolinea Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss). “Va preso atto del risultato e rispettata la scelta popolare – dice Ricciardi – il voto del referendum costituzionale, così come per Brexit e l’elezione di Trump, certamente avrà le sue ricadute anche sulla sanità e l’accesso dei cittadini alle cure”.

In riferimento alla modifica dell’articolo 117 del titolo V che prevedeva una diversa divisione di competenze tra Stato e Regioni per alcune materie Ricciardi ribadisce, che di fatto non cambierà nulla rispetto ai quindici anni precedenti: “Avremmo preferito una Costituzione che avesse potuto segnare la supremazia dello Stato, come prevedeva la riforma.

Il nostro è un paese con popolazione anziana, alta comorbilità, problemi finanziari e enorme disomogeneità di accesso alle cure. Come Istituto Superiore di Sanità continueremo a dare il nostro supporto e ce la metteremo tutta per continuare a essere un punto di riferimento solido dal punto di vista tecnico scientifico, però è chiaro che si apre un punto interrogativo su come queste sfide potranno esser combattute e vinte”.
Il presidente dell’Iss ricorda che i più rilevanti referendum internazionali hanno avuto effetti destabilizzanti anche sulla sanità. “Ad esempio in Gran Bretagna – conclude Ricciardi – dove si era promesso maggiore investimento sul servizio sanitario dopo l’uscita dall’Europa, salvo poi ripensarci il giorno dopo. O in America, dove è stato eletto uno dei candidati che hanno più osteggiato la legge sulla sanità di Obama. Da noi fortunatamente c’è una volontà forte di tutte le forze politiche a mantenere un servizio sanitario pubblico. Ora il problema è come”.

fonte e approfondimenti su http://www.aboutpharma.com/blog/2016/12/06/walter-ricciardi-sul-post-referendum-restano-ventuno-sistemi-sanitari-diversi/

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