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VENEZIA. È una legge condensata in un unico articoli diviso in 15 commi. È la cura per tagliare le liste di attesa nella sanità veneta e vale sia per le visite specialistiche che per gli interventi. È stata approvata ieri con i voti della maggioranza e il Pd contrario nell’ambito della discussione del Collegato alla Stabilità. Soddisfatta la capogruppo della Lista Zaia, Silvia Rizzotto: «Così continuiamo con l’attuazione del programma per il quale i veneti ci hanno scelto. Abbiamo deciso di introdurre qui lo stop alle liste d’attesa perché è prioritario».

IL METODO. Quello che è stato approvato è l’armonizzazione di quanto fino ad ora la Regione ha, con vari provvedimenti, avviato per evitare le lunghe liste di attese per esami del sangue o visite. Una sorta di “mini testo unico” delle novità della sanità per dare forma e peso a un obiettivo dichiarato: continuare a migliorare la sanità. Ecco che allora fin dalle prime righe si specifica il concetto della responsabilità in capo ai direttore generali delle Ulss o dei centri accreditati. «In caso di mancato rispetto dei tempi individuati per l’erogazione delle prestazioni», la Regione potrà prendere provvedimento «con idonee misure»: dal taglio del premio di produttività, per esempio, fino alla rimozione. Si specifica che il medico che prescrive «ha l’obbligo nelle richieste di esami di attribuire la classe di priorità». Vale a dire Urgente, Breve attesa, Differita o Programmatica. A questi corrispondono dei tempi massimi di tempo per effettuare la prestazione. Rispettivamente: entro 24 ore, 10 giorni, 30 o fino a 90 giorni. Simile provvedimento per le operazioni chirurgiche. Di più: «Almeno il 90% delle prestazioni indicate come prioritarie dovranno essere erogati entro i tempi previsti dalla classe assegnata». Non solo. Le strutture, pubbliche o private, dovranno essere aperte per almeno tre giorni la settimana fino le 23 e dalle 8 alle 12 la domenica e i giorni festivi. Sarà istituito il numero verde regionale a cui gli assistiti potranno rivolgersi per segnalare le criticità legate ai tempi di attesa per accedere alle prestazioni sanitarie. Poi i Centri di prenotazione unici:saranno provinciali. Ma nel Vicentino o Veneziano, dove sono due le Ulss? Si rischia di finire in coda?

ACCUSE E CRITICHE. Queste sono alcune delle perplessità evidenziate dal Pd che boccia: «Queste discrepanze sono la conferma che il provvedimento è una sintesi mal fatta di un progetto di legge voluto da Zaia ad inizio mandato», esordisce il relatore della minoranza, Stefano Fracasso (Pd). E continua: «Ci sono tante imprecisioni e parecchi errori. Alcuni li abbiamo evidenziati e, su nostra proposta, i commi errati sono stati stralciati. Non si può affrontare un simile tema in un articolo. Di qui la nostra posizione nel voto al provvedimento complessivo: siamo contrari. Non tanto nell’obiettivo che è condivisibile. Ma nel metodo. Questo Collegato mette insieme di tutto e di più».

Rizzotto rispedisce al mittente e anzi rincara: «Noi non abbiamo intenzione di tergiversare ancora considerato il tempo già perso a causa dell’ostruzionismo dell’opposizione sulla riforma della sanità che ha impedito l’approvazione del nostro Progetto di legge n. 24 sulle liste d’attesa depositato da Zaia ad inizio di legislatura. Si intende così colmare un vuoto che fino ad oggi ha causato lunghe lista d’attesa negli ospedali, creando di fatto molta preoccupazione tra gli utenti e costringendo talvolta gli stessi a virare verso la sanità privata. La scelta di intervenire nelle liste d’attesa non era più procrastinabile». CRI.GIA.

http://www.ilgiornaledivicenza.it/home/veneto/sanit%C3%A0-stop-liste-di-attesa-o-il-dg-far%C3%A0-le-valigie-1.5356148

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