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Le festività non sono uguali per tutti, in molti posti di lavoro si lavora a turni (sanità, vigili del fuoco ecc.) e quando il turno cade in una giornata festiva il lavoratore turnista deve andare a lavorare, questo è normale, riceve un maggior compenso economico (una maggiorazione dell’indennità di turno) e recupera la festività “persa” in un altro momento. Chi ha figli in età scolare riesce, comunque, a goderseli in un altro momento.  Questo è normale in quasi tutti i posti di lavoro ove si lavora a turni ma non è normale nell’Azienda Speciale Cremona Solidale di Cremona. Cremona Solidale è solidale con tutti tranne che con i propri dipendenti. Dal 2010 ha negato ai lavoratori turnisti il diritto basilare di recuperare il lavoro fatto in una giornata festiva, sostenendo che con la maggiorazione dell’indennità di turno il dipendente è già più che compensato senza considerare che questa indennità compensa il DISAGIO di lavorare a turni.

Penso che chiunque lavora a turni o ha un familiare che lavora a turni può ben capire questo disagio che si riflette sulla famiglia e sulla salute. I dipendenti di Cremona Solidale hanno tentato prima delle azioni sindacali, azioni per nulla sostenute dai sindacati confederali ma solo da USB, poi si sono organizzati per ricorrere davanti al Giudice del Lavoro che, sicuramente, non ha familiari turnisti e, pertanto, non ha compreso la sostanza del ricorso ed ha dato ragione all’azienda confermando il malcostume ormai diffuso nelle cause di lavoro di far pagare le spese legali della controparte ai lavoratori soccombenti.  I lavoratori non si sono lasciati scoraggiare, sanno di essere dalla parte della ragione e combattono una battaglia che porterà beneficio in tutti quei posti di lavoro dove il diritto elementare di recuperare le giornate festive è stato o vuole essere negato. Pertanto hanno organizzato subito il ricorso in appello ma la battaglia legale si preannuncia lunga e costosa

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