Skip to main content

I dipendenti si aspettavano il pagamento dello stipendio di settembre e delle tredicesime la prossima settimana. I pazienti ci sono e il lavoro non manca. E da agosto al fallimento Ansafin, proprietario degli immobili, erano stati anche pagati alcuni mesi di affitto, i primi dopo anni e anni di inadempienza. Facile immaginare quindi la reazione sconcertata di chi lavora alla clinica La Quiete (oggi si tratta di sessanta persone più alcuni liberi professionisti) di fronte alla comunicazione arrivata dal Tribunale di Varese tramite ufficiale giudiziario. Lo sfratto è esecutivo.

Via degenti e macchinari entro il 9 gennaio 2017. Ancora quattro settimane di attività e poi giù il sipario. A meno di sorprese che è arduo ipotizzare – pare infatti che la clinica non abbia più alcuno strumento giuridico per opporsi allo sfratto voluto dal fallimento Ansafin, ai conti del quale mancano più di due e milioni e mezzo di euro di affitti non pagati – con l’inizio del nuovo anno Varese perderà così uno dei suoi simboli dal punto di vista sanitario.

Dopo la cessione dell’attività della clinica da parte dei fratelli Sandro e Antonello Polita al Gruppo Sant’Alessandro, e dopo il fallimento di Ansafin, società a capo dello stesso gruppo Polita, di sfratto si era iniziato a parlare già diversi anni fa.

Anche perché a un certo punto si era detto che lo sfratto era un passaggio obbligato in vista dell’asta con la quale il fallimento Ansafin sperava di fare cassa vendendo gli immobili di sua proprietà, immobili per i quali, mese dopo mese, la clinica non pagava l’affitto.

Ma sfrattare una clinica non è cosa che si può fare schioccando le dita, e così per molto tempo le visite dell’ufficiale giudiziario sono sembrate parte di una liturgia che in realtà alla fine da via Dante non avrebbe cacciato nessuno.

Anche perché alla fine dello scorso mese di luglio, dopo il fallimento di un’altra asta per la vendita dei muri, aveva fatto la sua comparsa un “cavaliere bianco”, ovvero una nuova società, con la partecipazione anche dell’imprenditore laziale Alessandro Casinelli, già socio del gruppo Sant’Alessandro, pronta all’apparenza a subentrare nella gestione della Quiete e forse a partecipare alla prossima asta (e non solo, perché si era sussurrato anche di altri imprenditori interessati). Solo un sogno?

Difficile dirlo, ma è certo che da allora gli stipendi arretrati hanno iniziato ad affluire nei conti dei dipendenti e che dall’estate sono stati versati anche i soldi dell’affitto.

«Siamo rimasti basiti davanti alla comunicazione dello sfratto esecutivo – dice Cinzia Bianchi, della Funzione pubblica Cgil, sindacalista che da tempo assiste i lavoratori -: è stata una vera e propria doccia fredda e ci chiediamo perché ordinare ora il “fuori tutti” e non, ad esempio, dopo l’asta andata deserta del luglio scorso. I pazienti ci sono, si lavora bene grazie all’impegno di tutti i dipendenti e si potrebbe continuare a lavorare senza problemi. E invece entro il 9 gennaio pazienti e macchinari dovranno lasciare la clinica e lo stesso dovranno fare i lavoratori. Solo che quando qui non ci sarà più nessuno e nessuna attività sanitaria, il valore degli immobili crollerà. Andremo dal giudice Miro Santangelo per cercare di capire i motivi di questa improvvisa accelerazione. Abbiamo già informato il sindaco di Varese Davide Galimberti e nei prossimi giorni chiederemo un incontro al prefetto Giorgio Zanzi».

Da valutare infine il ruolo che nella vicenda ha e potrebbe avere in futuro l’ex proprietario di clinica e muri Sandro Polita. Il quale sostiene che anche l’ultima asta di fine novembre è andate deserta a causa del fatto che sugli immobili c’è una trascrizione dovuta a una causa da lui intentata al fallimento Ansafin, trascrizione di cui il Tribunale aveva reso edotti eventuali acquirenti prima dell’asta, così come richiesto dallo stesso Polita.

L’imprenditore sostiene che nessuno acquisterà mai gli immobili con il rischio che a causa conclusa si ritrovi in mano edifici che in realtà appartengono a un altro.

SU http://www.prealpina.it/pages/quiete-fuori-tutti-131021.html

 

 

Leave a Reply