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Chi ha paura degli Infermieri Liberi Professionisti? Da alcuni mesi si continua a contestare le Asl di Torino di avere “privatizzato” la Sanità perché in questi anni di blocco dei concorsi per Infermieri hanno fatto ricorso a forme diverse di reclutamento “esternalizzando” alcuni servizi ospedalieri a cooperative. In realtà i servizi infermieristici esternalizzati sono stati aggiudicati con regolare gara di appalto a Studi Associati Infermieristici di Infermieri libero professionisti (e non a cooperative) che hanno prestato la loro opera integrandosi negli Ospedali, nel rispetto delle regole, con alte professionalità e competenze ad un costo equiparabile a quello da personale dipendente. Attualmente operano nei servizi di Pronto Soccorso, Terapia Intensiva, Sale Operatorie, Dialisi, Sale Angiografiche presso la Città della Salute, Ospedale Regina Margherita, Ospedale Mauriziano, Ospedale San Giovanni Bosco.

La possibilità di espletare concorsi per infermieri poteva essere occasione adesso per i sindacati di concertare prima la copertura dei posti non coperti dal blocco delle assunzioni, successivamente l’attivazione dei servizi sul territorio e poi alla valutazione della dismissione dei contratti in opera. Invece la miopia sindacale ha concentrato la sua attenzione sui servizi esternalizzati esclusivamente negli Ospedali chiedendo la dismissione dei contratti attuali (Giovanni Bosco Rianimazione e Sale Angiografiche) facendoli sostituire con i dipendenti interni (non da concorso!) lasciando a casa infermieri esperti senza aumentare il numero complessivo di infermieri ma “riorganizzando” i servizi.

Questo momento poteva essere quello di rivendicare con forza la necessità di attivare e potenziare i servizi territoriali, sostituire il personale andato in pensione e per ultimo sostituire i servizi che già stanno funzionando bene. Affidare servizi infermieristici ad infermieri con contratto libero professionale organizzato non significa “privatizzare” la sanità perché il cittadino è riuscito ad ottenere in questo modo un servizio sanitario nell’azienda pubblica che poteva essere messo a rischio dal blocco delle assunzioni senza pagare di tasca sua.

Diverso invece è quello che sta succedendo ad Infermieri che sono “costretti” ad accettare contratti vergognosi da cooperative Onlus o società di servizi che operano sia per il privato che per servizi appaltati dalle Aziende Pubbliche aggiudicate al presso più basso che non può che ricadere sul compenso degli operatori. Alcune di queste delibere sono di Comuni e Asl che poi magari partecipano con forte enfasi alle iniziative sulla trasparenza e la legalità.

Se si mettessero da parte i pregiudizi impegnandosi a costruire progetti e soluzioni con una visione più ampia in cui i cittadini possano usufruire anche dei novellati Lea erogati da professionisti competenti in servizi organizzati e governati bene probabilmente riusciremmo a dare risposte in tempi più rapidi ai bisogni dei cittadini. Se poi chi governa il sistema riuscirà a ottenere anche il meglio dalle strutture private accreditate a beneficio del cittadino utilizzeremo meglio le risorse che già ci sono.

*Antonio Genova, Infermiere Libero Professionista Studio Associato Infermieri

http://lospiffero.com/ls_ballatoio_article.php?id=2370

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