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Infiamma il dibattito pubblico sulla sanità locale. Negli ultimi giorni, infatti, si è parlato molto delle varie problematiche relative al nostro territorio. Dal pronto soccorso del San Luca, ai limiti del nosocomio lucchese e molto altro ancora. In particolare, la visita del presidente della provincia, Luca Menesini, al pronto soccorso lucchese, con conseguente bufera di interventi da parte di sindacati, istituzioni e politici sul sistema sanitario locale, ha costretto l’associazione “Per non morire Lucca”, che da tempo si è battuta (assieme alla rete di comitati in difesa della salute) per la tutela dei cittadini in termini di prevenzione, cura e riabilitazione, ad intervenire nel dibattito chiedendosi dove fossero tutti questi personaggi quando l’associazione denunciava le “chiare manovre politiche” regionali per attivare una controriforma sanitaria attuata con la normativa in vigore.“A cosa pensavano – si è chiesta l’associazione -, ancor prima, quando si evidenziava la mancanza di posti letto, tra l’altro, sempre negata dai vertici aziendali? Gli stessi, poi, che ora con precisione rivendicano il numero esatto. Che cosa immaginavano, magari presenti al “compleanno” del primo anno del San Luca, che accadesse nel proseguo degli anni alla nostra sanità? Nel taglio del personale, evocato come “esuberi” (quindi non più sostituibili) di circa 150 professionalità, solo nella ex Asl di Lucca, non si poteva pensare, per esempio, che sarebbero aumentati i tempi di attesa per indagini, esami o quant’altro a carico dei cittadini? Quando professionisti, compreso l’ordine dei medici, criticava la nuova riforma sanitaria regionale, perché non sono stati ascoltati? La non presenza di molti di loro, tra sindacati, forze politiche, istituzioni alle manifestazioni “contro” il dissesto sanitario evidenziato, oggi, da ogni parte sociale riconosciuto, era un disimpegno, una volontà politica o cosa ancora?”

Insomma, molti i quesiti che l’associazione ha deciso di porre così come, molte, le lacune istituzionali evidenziate, compresa la denuncia della non conoscenze della materia. Tutti aspetti che avrebbero portato, secondo i membri dell’associazione stessa, ad una chiara ed insufficiente assistenza sanitaria sia per il nostro ospedale che, naturalmente per il territorio. Tra gli esempi citati: la casa di cura di Marlia che, secondo l’associazione, andrebbe potenziata, la radiologia, annunciata a Campo di Marte e mai attivata (con locali già predisposti e pronti sia dal punto di vista logistico che di sicurezza) e molto altro ancora.

“Sarebbe alquanto lungo e complesso – ha incalzato l’associazione – argomentare su una serie di valutazioni, compresi gli ospedali di Castelnuovo e Barga, ma, questo nostro intervento, fondamentalmente, vuole mettere in evidenza la assoluta non presenza di politica e sindacati quando la discussione sul sistema sanitario locale era ancora in atto e, ora che, come si usa dire, i “buoi sono scappati”, improvvisamente, compaiono con acume, intelligenza, analisi critiche e chi più ne ha più ne metta. Siamo consapevoli che la stessa nostra associazione, la rete dei comitati, non legati sindacalmente e politicamente sono, una chiara e trasparente, sconfitta della politica in generale ma, almeno, non abbiamo raccontato bugie, non siamo stati artefici di trampolino di “lancio” a politici locali, o, abbiamo fatto da scendiletto, per poi pentirsene a quel dirigente o direttore generale. Un proverbio recita: “non è mai troppo tardi”

http://www.lagazzettadilucca.it/cronaca/2017/01/sanita-l-associazione-dov-erano-i-sindacati-e-i-politici-quando-il-dibattito-contava/

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