Skip to main content

Infermiere Dario Perugini alla Senatrice Silvestro. Nel panorama desertico delle voci in difesa della professione infermieristica la Sua sicuramente spicca Senatrice, ma forse più per mancanza di altri che per un merito specifico. Non sono il giornalista di una testata nazionale, ma proverò a riassumerle la situazione degli infermieri in Italia. Siamo messi in fondo alla fila di ogni altra professione sanitaria, nonostante siamo gli unici ad avere responsabilità dirette sulla vita e la morte di una persona, ci viene richiesta una grandissima flessibilità professionale, dalle cure igieniche, passando per la somministrazione del vitto, fino a medicazioni complesse che comportano rischi infettivi elevatissimi per gli assistiti. Dovremmo essere un po’ fisioterapisti, psicologi, terapisti occupazionali e in ultima istanza, si, anche controllare e vigilare l’operato dei medici che se dovessero prescrivere un farmaco sbagliato, sempre noi ne saremmo responsabili, ma non possiamo somministrare neanche una tachipirina. Siamo nati sotto il camice del “dottore” e lì continuano a tenerci nonostante master e specializzazioni che moltissimi di noi continuano ad accumulare e non abbiamo diritto a nessuna coerenza tra la nostra specializzazione acquisita ed eventuale reparto di assegnazione o concorso mirato, ma ci chiamano “professionisti” così da potersi permettere di umiliarci ulteriormente costringendoci a lavorare con la maledetta partita Iva e legalizzando il caporalato sanitario. In tutto questo l’Ipasvi cos’è?Dov’è lo sappiamo tutti, la troviamo sulla posta elettronica, nella buca delle lettere una volta l’anno quando ci chiede il pizzo, oppure quando ci fornisce la possibilità di acquisire quei quattro crediti inutili e striminziti, detto questo io non ne ho mai visto traccia quando si è parlato di temi importanti, neanche quando si sono verificati dei decessi di alcuni colleghi non più giovanissimi a causa della stanchezza per le troppe ore di lavoro e le condizioni impossibili nelle quali dovevano farlo. E ancora, vogliamo parlare del fatto che il nostro non è considerato un lavoro usurante?
Dei trattamenti economici penosi? Basta, mi fermo perché è mattina e non voglio passare tutta la giornata qui a continuare l’elenco.

Dario D. Perugini

Leave a Reply