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FIMMG: ACCUSE FALSE, 70% ACCESSI IMPROPRI NON È PER COLPA NOSTRA (DIRE) Bologna, 19 gen. – Sui Pronto soccorso in tilt e’ scontro totale tra i sindacati. I medici di famiglia respingono le accuse di Cgil-Cisl-Uil, che hanno puntato il dito proprio contro medici di base, pediatri e 118, “irreperibili o non in grado di risolvere i problemi delle fasce piu’ fragili”. Da qui, secondo i confederali, il sovraffollamento degli ospedali. “L’analisi non solo e’ sbagliata, ma anche consapevolmente falsa”, contrattacca in una nota Renzo Le Pera, segretario regionale della Fimmg Emilia-Romagna, la federazione dei medici di famiglia. Analisi sull’argomento dimostrano che “tra il 60 e il 70% degli accessi impropri ai Ps non e’ conseguenza del fatto che l”utente non abbia trovato il proprio medico o il medico di continuita” assistenziale o, meno che meno, i professionisti del 118: non ci ha nemmeno provato”. Di conseguenza, sferza Le Pera, “da analisi errate non possono che derivare soluzioni altrettanto inappropriate.

Dove esistono le Case della Salute, non sono in diminuzione gli accessi ai Ps”. Un mancato effetto dovuto, secondo la Fimmg, anche all diversita” di strutture e di modelli organizzativi delle varie Case della Salute in Emilia-Romagna, con orari di accesso e professionisti diversi. Questo, attacca Le Pera, e” il “frutto di un dirigismo politico-amministrativo centralizzato, che pare contiguo e condiviso” dai sindacati, che finora “non hanno ritenuto opportuno sottoscrivere con i professionisti che nella Case della Salute dovrebbero lavorare, un chiaro impegno contrattuale su rispettivi doveri, compiti, funzioni e garanzie per la popolazione, preferendo scaricare le conseguenze sugli unici che queste garanzie le richiedono da anni”. La mission delle Case della Salute, continua Le Pera, “dovrebbe essere focalizzata su una migliore e piu’ efficiente gestione sanitaria e sociale della fragilita” e delle malattie croniche”. Quindi, afferma il numero uno della Fimmg, “abbiamo seri dubbi che in caso di cadute, traumi e fratture da improvvise gelate, si ridurrebbe il numero degli accessi ai Ps, dove invece attualmente pochi ed eroici medici e infermieri fanno piu’ del loro dovere per sopperire a carenze di organico e di organizzazione”. Le Pera ricorda poi che un pezzo dell’accordo nazionale di lavoro per i medici di famiglia (quello sulle unita” complesse di medicina generale) in Emilia-Romagna “non e’ mai stato applicato e non se n’e’ mai voluto nemmeno discutere. E non da parte della Fimmg”. Insomma, “non e’ il contratto di lavoro l’ostacolo al potenziamento della medicina del territorio- rivendica Le Pera- ma la volonta’ regionale di decidere senza intese e senza la collaborazione dei professionisti che in quelle strutture dovrebbero operare”. Quanto poi all”accusa di corporativismo mossa dai sindacati verso i medici di famiglia, la Fimmg reagisce cosi’: “La tesi appare identica a quella sostenuta finora dall”assessorato regionale alle politiche sociali, inoltre a tutela di un ristretto settore di lavoratori della sanita” pubblica. Chi e’ incomprensibilmente corporativo?”, polemizza Le Pera. (San/ Dire)

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