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Da svariati anni, ormai, la sanità vive una situazione molto difficile, per politiche restrittive come il blocco delle assunzioni e del turn-over del personale, l’introduzione delle macro aree, tuttora vigenti, a danno delle province ed in favore di Roma e frutto delle scelte adottate dalla Giunta laziale.  La difesa della sanità è una battaglia che va combattuta quotidianamente: ricorso contro l’Atto Aziendale; esposti alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti; interrogazioni parlamentari e regionali.

Una battaglia ardua in una Regione dove la sanità è commissariata. Pertanto, alcune decisioni approvate nel Consiglio Comunale del 30 novembre u.s. fanno sorgere forti perplessità. Al Comune di Sora si è scelto di istituire una Commissione Speciale sulla Sanità, anche se tale materia è di competenza della Regione, e quindi non è chiaro come la Commissione possa intervenire a tutela della sanità.
Il testo della delibera con la quale è stata istituita genera molti dubbi e fa poca chiarezza. Infatti, è riportato che: “…la Commissione …. è deputata a presidiare alcune particolari tematiche (che non vengono elencate!) legate alla tutela della salute ed alla salvaguardia del sistema sanitario territoriale locale”.
In un altro punto, invece, recita che: “…tale Commissione, mira a salvaguardare i livelli di efficienza dei servizi sanitari, con l’obiettivo di migliorarne gli standards qualitativi”. Questi sono compiti che non spettano ad un Comune, ma alla Regione tramite l’A.S.L..
Quindi traspare una totale incertezza sia sui compiti assegnati che sulla rilevanza che gli atti della Commissione potranno rivestire. La domanda è semplice: a cosa serve concretamente questa Commissione? Come potrà migliorare la situazione dell’ospedale e del distretto? Come migliorerà gli standard qualitativi dei servizi sanitari? Qual è in concreto l’apporto che potranno fornire gli esperti esterni?
L’impressione è quella di essere di fronte ad una sorta di “facite ammuina”, che probabilmente non porterà a risultati apprezzabili se non far vedere ai cittadini che si cerca di fare qualcosa!

È giusto il caso di ribadire che sulla sanità si deve adoperare sempre la massima chiarezza e serietà per evitare la nascita di aspettative che potrebbero restare deluse.
Basti ricordare l’arrivo del famoso oncologo a Sora; o gli 8 medici in più che dovevano arrivare, e che qualcuno si vantava di aver ottenuto. È opportuno, quindi, precisare alcuni dettagli riguardanti i 10 posti letto e le 2 Unità Operativa Complesse (U.O.C.) di Ortopedia e Psichiatra che sembra che l’A.S.L. abbia concesso su richiesta del Sindaco. Si deve precisare che la conferenza dei Sindaci ha rilasciato il proprio parere (non vincolante) sulle modifiche che l’A.S.L. vuole apportare all’Atto Aziendale, per la successiva approvazione della Regione. Tuttavia, l’Atto Aziendale prevede che: “La definizione delle Unità Operativa Complessa con la specificazione dei posti letto avverrà all’interno dei Presidi Ospedalieri con separato provvedimento della Direzione Strategica sulla base delle risorse umane disponibili e di quelle recuperate dalla riorganizzazione delle attività di ricovero”. Pertanto, anche se la Regione dovesse approvare le modifiche, considerato che è ancora vigente il blocco delle assunzioni e del turn-over del personale (salvo deleghe), i posti letto e le 2 U.O.C. di Ortopedia e Psichiatria “ottenute” corrono il rischio concreto di restare sulla carta.

Sora, 5 dicembre 2016 – fabrizio pintori su http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/sora/2016/12/sanita-un-po-di-chiarezza.html

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