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Sono trascorsi appena sette mesi dall’ultimo congresso della FIALS, rimane doveroso fare una breve sintesi del lavoro svolto sino ad oggi ma in particolare di quello che la FIALS è intenzionata a fare per realizzare gli obiettivi cardine del programma di mandato. Nel 2016 importante è stato il confronto con il Presidente del Comitato di Settore Regioni Sanità, Dr. Garavaglia, nel quale la FIALS, nell’illustrare le proprie proposizioni per il rinnovo contrattuale, ha chiesto al Presidente che le stesse fossero parte integrante dell’Atto di Indirizzo all’ARAN che il Comitato di settore si apprestava a predisporre. La FIALS ha chiesto al Presidente l’impegno di qualificare l’atto di indirizzo con il riconoscimento contrattuale delle competenze avanzate e specialistiche delle professioni sanitarie infermieristiche-ostetrica, tecniche, della riabilitazione e della prevenzione, come di tutti gli altri dipendenti dagli amministrativi ai tecnici.  Stimolante il confronto presso la Sala Caduti di Nassiriya del Senato, nel quale la FIALS ha lanciato un accorato appello affinché il processo di privatizzazione della Croce Rossa venisse fermato, alla luce delle molteplici ed evidenti criticità da esso derivanti.

La posizione della FIALS nel sostenere la legge sul riordino delle professioni sanitarie con l’istituzione degli Ordini ed Albi per garantire a tutte le professioni sanitarie presenti nel panorama sanitario Italiano la rappresentanza “professionale”  nell’interesse degli iscritti e dei cittadini quali fruitori delle competenze che l’appartenenza a un Ordine di per sé certifica sotto la vigilanza del Ministero della Salute.

Come anche le iniziative presso i gruppi parlamentari di stimolo all’approvazione della legge sulla responsabilità professionale, la così detta ‘colpa grave’.

Di forte impatto la posizione assunta dalla FIALS per sostenere l’applicazione del comma 566 della legge 190/15 riferita alle nuove competenze delle professioni sanitarie, dopo le varie fasi di partecipazione al tavolo presso il Ministero della Salute. Sullo stesso tema, la FIALS non ha mancato di criticare il Ministro della Salute Lorenzin di continuare a disattendere l’applicazione di una norma, il 566 dalla stessa proposta,  per timore di infastidire una oligarchia sindacale medica, subendone il ricatto, nonostante il parere contrario di tutte le Regioni e Province autonome e del Partito di maggioranza del suo Governo.

Non è certo mancato il disappunto della FIALS nei confronti della FNC IPASVI, FNCO, FNCP TSRM e CONAPS, circa l’iniziativa delle Federazioni delle professioni sanitarie nel privilegiare un rapporto esclusivo con CGIL – CISL e UIL del Comparto Sanità sul tema della valorizzazione delle professioni sanitarie nonostante i proficui incontri con le stesse Federazioni sul medesimo tema

Di rilievo le trattative presso il Ministero della Salute per affrontare le criticità connesse alla condizione del personale precario degli I.R.C.C.S. pubblici e degli I.Z.S. impegnato in attività di ricerca. Al termine degli incontri è stato condiviso e firmato un documento risolutivo.

Assidua la partecipazione della FIALS nelle fasi di trattativa all’ARAN per definire il contratto quadro sui comparti. Critica la FIALS sull’art. 8 dello stesso accordo nel quale viene riportato che “i contratti collettivi nazionali di lavoro dovranno essere definiti nell’ambito delle risorse finanziarie che si renderanno disponibili”. L’affermazione aggiunta costituisce per la FIALS una entrata a gamba tesa fuori contesto e fuori luogo.

Viene approvato l’Atto di Indirizzo del Comitato di Settore e la FIALS ha constatato con soddisfazione che nell’approvazione dell’atto per l’avvio del rinnovo della contrattazione del personale del SSN sono state condivise quasi tutte proposizioni avanzate dalla FIALS nell’incontro del 24 febbraio u.s. con il Presidente Garavaglia. Come è stata apprezzata la parte dell’atto di indirizzo come da richiesta della FIALS sulla compartecipazione del personale nella lotta agli sprechi nel sistema sanitario e come parte del recupero di tali risorse economiche possa essere investito in aumenti retributivi al personale legati alla maggiore produttività.

La FIALS contesta al Ministro della Pubblica Amministrazione Madia l’intenzione esplicitata di dare l’aumento contrattuale della parte tabellare dello stipendio solo ai redditi più bassi e quindi non a tutti i dipendenti e i soldi sulla produttività non a tutti escludendo il 25% dei dipendenti per ogni amministrazione. Una proposta inaccettabile dopo sei anni di blocco dei rinnovi contrattuali, una decisione vergognosa ed irresponsabile soprattutto perché così facendo il Governo non riconosce il valore di un settore strategico quale è quello della Pubblica Amministrazione e dei milioni di lavoratori che la fanno funzionare.

La FIALS è presente al “tavolo tecnico- scientifico della professione infermieristica in relazione alla nuova domanda di salute” istituito dal Sottosegretario De Filippo. La FIALS ha chiesto il parallelo tavolo anche per le altre professioni sanitarie e sociali.

Serrata trattativa presso il Ministero della Salute per l’applicazione della legislazione a tutela della maternità ed ulteriori problematiche inerenti altre tipologie di assenza per il personale sanitario non medico a rapporto convenzionale (tecnici ed infermieri) operante negli ambulatori direttamente gestiti dal Ministero della salute per l’assistenza sanitaria e medico-legale al personale navigante, marittimo e dell’aviazione civile.

Trattative nazionali con la ex Maugeri per evitare licenziamenti data la crisi economica della società.

Al grido di “contratto subito” la Confsal-UNSA e la FIALS hanno manifestato il 9 novembre a Roma a sostegno di dignitosi aumenti contrattuali per i dipendenti pubblici e contro l’iniziativa del Governo che con la legge di bilancio quantificava in 18 euro medi mensili lordi l’aumento contrattuale dal 2018.

Significative le trattative a fine anno presso il Ministero della Funzione Pubblica ove la FIALS è entrata nel merito di diverse problematiche che riguardano non solo il rinnovo dei contratti di lavoro ma anche il personale stesso. In primo luogo la FIALS ha ribadito che due sono le precondizioni per il rinnovo contrattuale, le modifiche al sistema delle relazioni sindacali e le risorse economiche che devono essere dignitose e non una semplice mancia pur di assecondare, da parte del Governo, quanto espresso dalla Corte Costituzionale sulla illegittimità del blocco contrattuale per i dipendenti pubblici. Una trattativa conclusa con l’accordo del 30 novembre non condiviso pienamente dalla FIALS.

Partecipazione della FIALS ai vari convegni a fine anno al Forum annuale sul Risk management in Sanità, in particolare sulle problematiche delle professione sanitarie e dei rinnovi contrattuali dei dipendenti pubblici.

Il 2017 da pochi giorni iniziato, sarà l’anno della svolta per i dipendenti pubblici ed il nostro primo obiettivo é che si arrivi quanto prima alla firma dei nuovi contratti nazionali di lavoro dopo sette anni di ingiustificata assenza. La FIALS farà la sua parte garantendo una presenza attiva e propositiva per pervenire alla definizione di un contratto dignitoso economicamente e con contenuti di professionalità elevati per tutti i dipendenti del Servizio Sanitario Nazionale.

Come è noto il 30 novembre scorso è stato sottoscritto un Accordo che la stampa ha chiamato erroneamente “contratto degli statali”. Riguardo ai contenuti del  Protocollo vale la pena di segnalare alcuni aspetti. Si rileva, come aspetto positivo quello riferito alle relazioni sindacali, in merito al “riequilibrio, a favore della contrattazione, del rapporto tra le fonti che disciplinano il rapporto di lavoro”, in pratica una attenuazione della riforma Brunetta. La vera novità è la sterilizzazione dell’art. 40, comma 3-ter del decreto 165 del  2001 introdotto da Brunetta nel 2009 per consentire alle amministrazioni pubbliche di superare situazioni di stallo delle trattative e procedere unilateralmente. Ebbene,  la norma potrà essere applicata solo in presenza di quattro stringenti condizioni che, di fatto, ne renderanno molto impervia l’utilizzazione.

Di rilevante importanza e sicura novità sono i riferimenti al welfare contrattuale e alla fiscalità di vantaggio anche se l’accordo non entra nel merito lasciando forti dubbi e perplessità sull’attuazione. Per la parte economica, il contenuto riguarda gli incrementi contrattuali “comunque non inferiori a 85 € mensili medi”  rispetto ai quali occorre chiarire alcuni aspetti. Innanzitutto la cifra indicata – che è media e non minima – deve essere considerata esigibile  soltanto a regime  (cioè a fine 2018) e deve essere distribuita con l’intento di “ridurre la forbice retributiva”. Basterebbe questa precisazione dell’accordo per concludere che a queste condizioni la FIALS non ci sta.

L’ultima parte dell’accordo, argomenti del tutto generici, sono fortemente condizionati dal destino della legge delega sulla riforma della Pubblica Amministrazione in particolare alla “ridefinizione e riduzione delle forme di lavoro flessibile” e al rinnovo dei contratti precari.

Rispetto a tutti questi aspetti, a nostro parere, le principali questioni in campo per il rinnovo del contratto sono quella economica, per cui ci batteremo affinché l’aumento economico sia fortemente più dignitoso degli 80 euro medi promessi, che per quanto ci riguarda devono partire dal 2016, tenendo anche presente l’una tantum per il semestre 2015. L’altra questione è una rielaborazione del sistema delle relazioni sindacali che deve privilegiare la fonte contrattuale per la disciplina del rapporto di lavoro con la modifica alla legge Brunetta sanando le materie sulle quali vi è stata l’incursione legislativa, in particolare le norme sull’organizzazione ed orario di lavoro, quelle riferite alla valutazione della produttività individuale con l’attuale drastico scalone 25 – 50 e 25 %.

Altri aspetti per cui la FIALS darà battaglia sono l’orario di lavoro e come conciliare l’obbligo di rispettare la direttiva su riposi e pause di lavoro con le dotazioni organiche e contrastare, nel contempo, il fenomeno del demansionamento specie delle professioni sanitarie. Serve, anche, pervenire ad un investimento in sanità per un turn-over generazionale vero che porterebbe una ventata di competenze, professionalità e fiducia nei servizi sanitari da parte dei cittadini e maggiore occupazione viste le necessità dopo il blocco del tur-over di questi ultimi anni.

Ma non solo, la FIALS si impegnerà anche per l’individuazione di criteri accettabili per la distribuzione di particolari turni di lavoro come ad esempio guardie e pronte disponibilità notturne in modo più equo e per fasce di età anagrafica. Resta anche da rimodulare il trattamento accessorio legato al servizio notturno e festivo, ordinario e straordinario, prestato nei turni di guardia e di pronta disponibilità, come anche l’aumento delle varie altre  indennità,  dalla turistica a quella del disagio, ed anche riconoscere a tutto il personale l’indennità di esclusività nell’ottica più ampia di un riconoscimento di valore a tale condizione, senza dimenticare l’irrisolto problema della copertura assicurativa della responsabilità civile da parte delle Aziende specie per le professioni sanitarie.

Dobbiamo capire come organizzare il lavoro negli ospedali e nelle strutture sanitarie recuperando anche un ruolo dei sindacati che Brunetta ci aveva tolto. Non dimentichiamo che riposi e turni si riflettono non solo sulla salute degli operatori ma hanno ricadute importanti su chi è sottoposto alle cure da un operatore stressato da turni di lavoro inaccettabili.

Poi c’è il problema della stabilizzazione dei precari con la fine dell’abuso di una contrattazione impropria che viene assunta a surrogato di quella che è la linea maestra della contrattazione di assunzione per concorso.

Prioritario rimane anche riportare a livello contrattuale il sistema della mobilità del personale tra Aziende Sanitarie abolendo l’attuale riferimento del nulla osta da parte dell’Azienda cedente.

Come resta importante includere nel comparto sanità l’istituto contrattuale della possibilità di mobilità per ricongiungimento familiare.

Ed ancora c’è anche il nodo degli standard e delle progressioni di carriera che devono essere assicurati con fondi certi e disponibili quali quelli che scaturiranno dalla revisione dei fondi contrattuali.

La questione è quindi ricercare sistemi e metodi di progressione di carriera, in assenza di un incarico prevalentemente gestionale, e come FIALS riteniamo che sia possibile proporre un meccanismo che consenta di valutare le competenze individuali degli operatori,  le sue capacità e farlo così progredire progressivamente anche da punto di vista economico. Non bisogna diventare coordinatore o con funzioni di posizione organizzativa per vedersi riconosciute anche economicamente le proprie competenze.

Riteniamo, anche, che dopo anni di intenso confronto con Governo e Regioni, con la sua consacrazione a rango normativo ritenuta necessaria proprio dall’esecutivo e sancita dal comma n. 566 dell’art. 1 della legge di stabilità, l’implementazione delle competenze delle professioni sanitarie deve passare alla sua fase attuativa, come descritto anche nell’atto di indirizzo del Comitato di Settore all’ARAN, tenendo in considerazione la creazione dell’area delle professioni socio sanitarie.

Non mancherà ancora chiedere per determinate professioni sanitarie il riconoscimento reale della loro attività come lavoro usurante, come la necessità del welfare aziendale ad iniziare dalla creazione degli asili nido, alla revisione dell’istituto della mensa. Fondamentale rimane la decontribuzione dell’indennità di produttività collettiva.

Questo per quanto riguarda il rinnovo contrattuale per il comparto della sanità pubblica. Ma ci sentiremo fortemente impegnati anche nei rinnovi contrattuali per i dipendenti che operano nell’ambito delle strutture della sanità pubblica e socio sanitarie.Abbiamo predisposto una proposta unica di contrattazione che sosterremo tenacemente.

Oltre al rinnovo contrattuale, la FIALS sarà impegnata, da subito, sulla conversione in legge del disegno di legge sulla responsabilità professionale che deve essere un atto dovuto di questo Governo verso i cittadini e gli operatori del SSN che reclamano il loro diritto alla qualità e alla sicurezza delle cure, come anche quella riferita al riordino delle professioni sanitarie con l’istituzione degli Albi e Ordini per ridare dignità e una maggiore motivazione professionale e lo stesso aggiornamento dei LEA. Altro aspetto è sollecitare il Governo a dare applicazione a quanto previsto nella legge di bilancio 2017 in materia di assunzioni di personale nel SSN oltre a favorire ancor di più la stabilizzazione di tutto il personale precario. Vi è poi la riforma Madia con l’emanazione del testo Unico della Pubblica Amministrazione per il nuovo sistema delle relazioni sindacali e la riforma dell’impianto delle nomine dei Direttori Generali delle Aziende Sanitarie.

Altro aspetto che rimane è rimarcare al Governo e Parlamento che oggi ad oltre undici milioni di cittadini si nega l’accesso alle cure per difficoltà economiche. Subito l’emanazione dei nuovi LEA garantendo la gratuità alle classi meno abbienti, linee guida per abbattere le liste di attesa, investimenti sulla sanità pubblica territoriale con l’integrazione del socio-sanitario, ciò è decisivo se l’Italia vuole continuare a garantire ai cittadini assistenza e cure adeguate sul territorio, altrimenti si continuerà a favorire la privatizzazione di un bene comune come la salute.

Insieme sono convinto che ce la faremo.

Un augurio mio personale e delle FIALS a tutti gli iscritti e dirigenti ed agli operatori della sanità privata e socio sanitaria e a quelli operanti nell’ambito del  Servizio Sanitario Nazionale

http://www.fials.it/read_news.php?id=2505&tipo=news#.WGrNZlPhCUk

 

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