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La stabilizzazione dei contratti è saltata e adesso i precari degli enti locali siciliani, un esercito di oltre 14 mila persone, sono sul piede di guerra contro il governo nazionale. Il tutto mentre a Palazzo d’Orleans studiano un piano d’emergenza per evitare che dal primo gennaio i contrattisti rimangano a casa senza stipendio. “Siamo dispiaciuti come lavoratori per come Renzi ci ha abbandonato dopo tutto il lavoro fatto anche con il sottosegretario Davide Faraone – dice Massimo Bontempo del sindacato precari – non si possono lasciare al loro destino migliaia di persone in questo modo, siamo stati traditi.

Prima di esprimere pareri definitivi sul testo del governo regionale, vogliamo leggerlo bene- continua Bontempo – certo dopo trent’anni di lavoro non è pensabile mandare a casa le persone dal primo gennaio. Non possiamo perdere trent’anni del nostro lavoro. Un appello che faccio a tutti i politici regionali e nazionali: evitate disordini sociali. Siamo disperati”.

LO STOP A ROMA
Il caso precari è esploso ieri mattina, dopo che a Palazzo d’Orleans si è avuta la certezza che l’accelerazione dei lavori della legge di stabilità, dovuta alla crisi di governo nazionale, aveva fatto accantonare tutte le norme aggiuntive, fra cui quella che riguardava la Sicilia. È questa la prima conseguenza del clima post- referendum e delle annunciate dimissioni di Renzi. Il governatore e l’assessore all’Economia Alessandro BAccei hanno deciso di correre subito ai ripari, inserendo all’ordine del giorno della riunione di giunta, convocata d’urgenza ieri sera, una disposizione che prevede “il trasferimento di questo personale negli organici della Resais e comunque una proroga dei contratti per la gran parte del personale grazie a un aggancio alla norma sulle ex Province che fino al 2018 consentono di prorogare contratti a tempo negli enti locali”. Anche se rimangono incertezze sulla possibilità che di questa soluzione possano giovarsi i precari dei Comuni in dissesto.

IL PIANO BACCEI
Di certo c’è che Baccei, in collegamento con Roma e il sottosegretario Davide Faraone, ha studiato comunque una sorta di piano B che ha subito proposto al governatore, il quale ha condiviso il percorso. Viste le incertezze sul passaggio di un emendamento nella legge di stabilità nazionale che consenta la proroga dei contratti dei precari, l’assessore inserirà una norma da portare subito all’Ars nel disegno di legge sul bilancio provvisorio. La norma siciliana, in soldoni, prevede sia una proroga sia un paracadute, in caso di bocciatura della norma da parte dello Stato, con il passaggio di tutto il bacino alla Resais, evitando così la mannaia della legge nazionale sugli enti locali che non consente di prorogare contratti precari dal 1° gennaio 2017. I lavoratori, che comunque vengono pagati con i fondi regionali per l’80 per cento dello stipendio e per il 20 per cento dai Comuni, verrebbero poi riassegnati agli enti locali. “Assicuriamo – sottolineano dallo staff di Baccei – che lo stipendio attuale dei precari non cambierà e sarà pagato al cento per cento”. La parte oggi versata dai Comuni, circa 40 milioni, verrà trattenuta dalla Regione dai trasferimenti agli enti locali e girata alla Resais. La norma inserita dal governo Crocetta nella legge sul bilancio provvisorio che andrà suito al’Ars prevede due linee di azione: la prima è la proroga dei contratti per tutti fino al 2018, agganciandosi a una legge naziaonel che consentirebbe questo apssgagio in attesa di coprire gli esuberi delle ex Provicne negli Enti locali. La seconda linea di azione riguarda le stabilizzaizone: bene, su questo fronte la Regione prova un po’ a forzare la norma nazionale, consentendo le assunzioni nei Comuni che hanno disponibilità in pianta organica anche oltre il blocco del turnover al 25 per cento (cioè per quattro posti in pianta porganica la norma nazionale consente solo una assunzione). Il reso del personale che comunque non verebbe assunto sarebbe trasferito alla Resais e poi riassegnato ai Comuni. Ma cosa succede se lo Stato impugna questa parte della legge regionale? Semplice, tutto il personale precario, oltre 14 mila unità, transiterebbe alla Resais, che sarà trasformata in una sorta di agenzia, con un contratto a tempo indeterminato e per le stesse ore che svolgono adesso. Ieri quindi la giunta ha deciso di approvare l’ipotesi Resais e anche l’esercizio provvisorio almeno fino a febbraio: prima è impossibile votare la Finanziaria regionale. Una legge molto delicata perché è l’ultimo grande treno di spesa prima del voto per le prossime elezioni. E Crocetta vuole metterla a punto con calma.
SU http://palermo.repubblica.it/politica/2016/12/07/news/bomba_precari_sulla_politica_regionale_renzi_ci_ha_tradito_adesso_salvateci_-153624573/

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