Skip to main content

CORIGLIANO – E’ veramente immorale e riprovevole quanto sta avvenendo nelle strutture sanitarie del nostro territorio per colpa di un lungo dannoso commissariamento burocratico del sistema sanitario, che ha prodotto il depauperamento dei servizi e la loro rarefazione. Aver posto a base della riorganizzazione del sistema il pensionamento degli operatori sta determinando la sopravvivenza di strutture deficitarie. Fino a quando c’è il personale le strutture restano in vita, nel momento in cui il personale va in pensione, si determina il capovolgimento e l’effetto candela. In passato, più volte, come RSU siamo intervenuti in merito al reparto di chirurgia dell’ospedale di Corigliano, che vede la presenza di giovani e validissimi medici ed infermieri che in continuità con un passato recente di buon governo del reparto, vuole continuare a rendere ai cittadini ed agli utenti un servizio adeguato ai loro bisogni. Un reparto di diagnosi e cura, di ricovero e di servizi ambulatoriali che è chiamato a gestire il quotidiano e nel contempo l’emergenza- urgenza che viene canalizzata e gestita dai pronto soccorso. Il reparto è interessato a continui movimenti di personale per il pensionamento di diversi operatori ed inoltre c’è personale in malattia.

Il presupposto per poter garantire ai cittadini servizi di chirurgia nel tempo, nella quantità e nella qualità necessaria è quello di far rivivere e tramandare la teoria e la pratica delle attività di chirurgia e dei valori fondamentali nella crescita professionale ed umana degli operatori rappresentata dal lavoro del reparto. Solo il lavoro di chirurgia che si svolge nel reparto può essere di aiuto e di sollecitazione per le professionalità chiamate ad operare in tutti i contesti. Un moderno governo del sistema sanitario deve saper promuovere e valorizzare il lavoro che si svolge nei reparti, rifuggendo dalla galoppante burocratizzazione del lavoro medico e infermieristico. Un sistema che non offre servizi sul territorio finisce per promuovere ed arricchire altri sistemi. Nel sollecitare ed invocare lo sblocco delle assunzioni sia a tempo indeterminato che determinato con ogni forma possibile di selezione pubblica purchè si assuma il personale, è necessario introdurre metodologie innovative nei rapporti e nel lavoro tra le varie strutture sanitarie a partire dai pronto soccorso che sono diventati emergenza nell’emergenza. Il disegno normativo del servizio del pronto soccorso è fallito e questo incide sul lavoro dei reparti ospedalieri. Sempre più si impone dialogo e collaborazione tra i vari responsabili per evitare che il cittadino diventi oggetto di carico e scarico a prescindere dalla capacità di risposta della struttura chiamata a dare assistenza al bisogno di salute emergente ed espresso.Un appello a tutti gli operatori a rifuggire da comportamenti negativi rispetto al lavoro nei reparti, che certamente è impegnativo ma altamente professionalizzante. Per quanto riguarda il nostro reparto di chirurgia, i responsabili delle strutture ai vai livelli organizzativi devono porre con urgenza ed immediatezza interventi che non facciano spegnere la speranza di avere un buon servizio rappresentato ad oggi da giovani e validi professionisti che vogliono continuare a dare il meglio di loro stessi al nostro territorio.Ci vuole coraggio immettendo giovani che devono crescere e dare futuro alla sanità nel nostro territorio. Non chiediamo posti a sedere, ma immissione di personale sotto qualsiasi forma che abbia l’ambizione di crescere e di far migliorare la sanità locale.

Giuseppe Campanella
Coordinatore Reparto Chirurgia Ospedale Corigliano- Rappresentante RSU
http://www.sibarinet.it/index.php/notizie/18-attualita/11358-la-sanita-non-e-una-candela-e-la-salute-non-e-una-merce

Leave a Reply