Skip to main content

Per quanto riguarda l’ultimo punto il primario Renato Galzio prima di Natale ha presentato le dimissioni dalla guida della struttura ospedaliera nelle mani del direttore generale della Asl Avezzano Sulmona L’Aquila, Rinaldo Tordera, a causa delle voci circolate su un declassamento della struttura aquilana a vantaggio del reparto dell’ospedale di Avezzano. Vero o no? No a giudicare da quanto emerso dalla riunione della commissione paritetica Asl-università per prendere in esame tra le altre cose, il decreto 79, il cosiddetto decreto Lorenzin, sulla riorganizzazione della rete ospedaliera: nella bozza trasmessa alla Regione Abruzzo il reparto di neurochirurgia rimarrà a L’Aquila con l’attuale status e assetto organizzativo. Versione confermata anche dal consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci che ha telefonato a Galzio per chiedergli di ritirare le dimissioni e garantito che il Piano Sanitario è chiaro e non ammette deroghe o ripensamenti. La neurochirurgia, dunque, dovrebbe rimane all’Aquila e a Pescara. A Teramo e Chieti va la cardiochirurgia, in un’ottica di equa suddivisione dei servizi su base territoriale. Per quanto riguarda la neurochirurgia ad Avezzano rimane il servizio, a Teramo è programmata la Uosd.

Il manager Tordera ha spiegato che l’ospedale di Avezzano, come previsto dal piano sanitario regionale, avrà un servizio di neurochirurgia ma al primo posto c’è la sicurezza dei pazienti che con l’attuale carenza di organico non può essere garantita.

Cittadinanza Attiva del capoluogo mostra una serie di perplessità anche per le vicende che hanno riguardato prima il reparto di Medicina e poi quello di Oculistica, ridimensionati a vantaggio (ancora) di Avezzano.
L’associazione chiede «serietà, oggettività e trasparenza» nelle scelte programmatiche e vorrebbe comprendere quale parametrizzazione e logica siano state utilizzate nel dare il via libera alle modifiche: «il Quadro di Riferimento Regionale impone di riportare tutte le scelte programmatiche alle 6 Aree programmatiche di Attuazione individuate dallo stesso».
Su queste andrebbe fatta un’analisi dello stato di tutti i Servizi con particolare riferimento a quelli sanitari per delineare oggettivamente scelte perequative o di accentramento-potenziamento delle varie strutture sanitarie esistenti.
Cittadinanza Attiva stigmatizza inoltre «la latitanza» della classe politica aquilana e del presidente del Comitato Ristretto dei sindaci, Massimo Cialente al quale contesta di non aver espresso posizioni ferme e serrate contro il declassamento dei Reparti, che porterà ad improprie migrazioni di nomi illustri della medicina e di utenti, verso Roma, aumentando la mobilità passiva, e più in generale per la difesa della complesso sistema sanitario delle zone interne, che ancora non vede un reale potenziamento della sanità territoriale.
«Ci sembrano inutili e pre- elettoralistici gli isterismi di alcuni rappresentanti locali che oggi compaiono sulla stampa e che sono stati invece compartecipi minoritari nelle sedi e sulle procedure istituzionali», continua Cittadinanza Attiva.

Il consigliere comunale Lorenzo Berardinetti chiede invece di darci un taglio col «campanilismo sanitario» che potrebbe solo far danni: «bisogna unire le forze per garantire all’intero territorio della provincia dell’Aquila strutture idonee e con un elevato standard in termini di qualità ed efficienza dei servizi erogati partendo necessariamente da una adeguata dotazione organica delle strutture pubbliche che offrono prestazioni agli utenti».

Proprio Berardinetti nei mesi scorsi ha segnalato all’assessore Paolucci e al manager della Asl Tordera che le disposizioni normative in atto – il decreto 70/2015, la legge 161 del 2014, ma anche il decreto del commissario ad acta numero 105 del 2015 e la delibera di giunta regionale 741 del 15 novembre che fissa gli indirizzi per la redazione degli strumenti di programmazione delle aziende sanitarie regionali per il triennio 2017-2019 – non sono sostenibili per le zone interne della regione: «se rigorosamente applicate creerebbero difficoltà in termini di offerta di servizi all’intero sistema sanitario».

Attualmente la dotazione organica della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila ha una considerevole carenza di personale. La richiesta avanzata è quella di rivedere il piano dei tagli previsti nelle norme di legge, accelerare il processo di rinnovo dei contatti dei lavoratori precari, fissando inoltre un percorso che porti alla loro stabilizzazione, ed al contempo aprire un vero confronto che tenga in considerazione l’intero territorio della provincia dell’Aquila.

«Su questi temi, da tempo, ho avviato un confronto con l’assessore Paolucci e il direttore Tordera a cui dovranno necessariamente aggiungersi le parti sociali. Sono certo», conclude Berardinetti, «che solo con una visione più ampia riusciremo a economizzare la spesa e offrire un servizio sanitario eccellente».

Leave a Reply