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Campania, il commissario alla Sanità: «Noi colpevoli dello sfascio? Falso,
la gestione spetta alle Asl» D’Amario: «Se il governatore De Luca iniziasse a capire come mai la Regione ha speso solo un terzo dei fondi, ci sarebbero più fatti e meno polemiche. I soldi? Non c’è un problema risorse, il valore aggiunto sarebbe una vera collaborazione multidisciplinare»

 

NAPOLI – È la mite voce parlante della struttura commissariale, da settimane sotto assedio a causa degli attacchi sferrati dal presidente della giunta regionale Vincenzo De Luca. Claudio D’Amario, abruzzese, ex manager della Asl di Pescara e attuale subcommissario per il piano di rientro dal debito sanitario in Campania, premette: «Nessuna polemica. Io voglio solo fare il mio lavoro».

Nessuna polemica, ma ha sentito De Luca? Dice che lei e Polimeni costate 400 mila euro l’anno e che siete un ostacolo allo sforzo di efficientamento organizzativo della sanità.
«I nostri emolumenti sono prestabiliti da tariffe ministeriali. Del resto, sa quanto costa il management sanitario in Campania? Basta calcolare 360 mila euro l’anno per 17, quante sono le aziende in Campania. Poi, i nostri stipendi sono comprensivi di tutto: spostamenti, pernottamenti. E tuttavia, il nostro compito non è quello di rispondere alle polemiche e al turpiloquio, bensì di assicurare il massimo della collaborazione per garantire efficienza al sistema sanitario campano e assistenza adeguata ai cittadini».

Appunto, ma come si fa a garantire ciò che lei auspica se il presidente della Regione vi accusa di essere quanto meno corresponsabili dell’inefficienza organizzativa?
«Sarebbe opportuno che la cabina di regia monitorasse la programmazione sanitaria per verificare lo stato di avanzamento. Così saremmo concentrati sui fatti, senza alimentare inutili contrapposizioni. Veda, il Governo ha incaricato noi commissari di disegnare la cornice programmatica, ma la gestione è di competenza delle aziende sanitarie e ospedaliere».

Non è vero, come dice De Luca, che a voi spetta anche il compito di dare attuazione ai decreti che emanate?
«Ma sono le aziende, i gestori, che devono applicare queste disposizioni. È evidente che se alla Napoli 3 le stesse fatture sono state pagate più volte il problema è di efficienza contabile e gestionale».

Scusi, ma il controllo non spetta a voi?
«Infatti, oggi sappiamo ciò che si è verificato. Ma la gestione non dipende da noi».

Ma come si arriva a pagare la stessa fattura più volte?
«Non bisogna trascurare, al di là delle singole responsabilità, la carenza di personale amministrativo degli ultimi anni: le ditte forniscono il loro lavoro e poi non vengono pagate. Si apre l’ennesimo contenzioso e così si è andato avanti».

Insomma, niente è imputabile a voi?
«Occorre ricordare che il commissariamento è arrivato in Campania a causa del default e che prima di noi il debito si è formato con i presidenti di Regione che ricoprivano anche l’incarico di commissari. È per questo motivo che poi il Governo ha deciso di esternalizzare le funzioni».

Ma di recente è stato deciso di tornare al passato. Non è per questo che De Luca insiste per tornare commissario in Campania e ora annuncia che inoltrerà ricorso davanti alla Consulta pur di vedersi riconosciuta questa possibilità?
«Con molta serenità, io dico che l’obiettivo deve essere quello di fare squadra e chiedere, entro la fine dell’anno, l’uscita dal regime commissariale. Le priorità, in tutta franchezza, sono i risultati: investire sulle cure primarie, sulla prevenzione, sul potenziamento della rete ospedaliera che realizzeremo il mese prossimo. Lunedì (domani, ndr ) i 5 stelle ci hanno chiesto un incontro: noi ascoltiamo tutti, la politica rappresenta le istanze del territorio ed è giusto tenere questo rapporto. Si discute, ma poi si decide».

 

Ma perché la Campania si trova in questa disastrata situazione?
«Vuole sapere un altro dato? La Campania, per effetto dell’articolo 20 della legge 67/88 sull’edilizia sanitaria e sull’ammodernamento tecnologico, ha ricevuto circa 1,7 miliardi, ma finora ha speso solo il 29 per cento dei fondi, tanto che ora siamo impegnati a redigere un nuovo piano per evitare di perdere le risorse stanziate. E la colpa di chi è, di noi commissari?».

 

De Luca dice che lui ha riaperto i Pronto soccorso di ospedali territoriali che voi avreste voluto chiudere: da Pozzuoli a Frattamaggiore, da Giugliano al Cto.
«Pozzuoli, come qualche altro presidio che lei ha citato, non era stato soppresso, ma ha subìto una interruzione temporanea delle attività per problemi di adeguamento. Così a Nola, dove i lavori sono rimasti fermi per anni».

 

Non c’è anche un problema di risorse, dato che il fondo di riparto continua a penalizzare la regione più giovane d’Italia?
«Non c’è un problema di risorse in Campania, il valore aggiunto è rappresentato da una vera collaborazione multidisciplinare. Del resto, le regioni virtuose sono quelle che spendono meno. Qui, fino ad un anno fa, mancava ogni forma di programmazione e, ripeto, basta considerare la montagna di contenzioso che abbiamo trovato per farsi una idea. Uscire dal commissariamento è possibile, ma è necessario collaborare».

di Angelo Agrippa SU http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/politica/17_gennaio_23/campania-commissario-sanita-noi-colpevoli-sfascio-falso-gestione-spetta-asl-d0df91ca-e138-11e6-b3d3-cd3faf34d4d9.shtml

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