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BARI -La delibera con il nuovo piano di riordino è stata inviata ieri sera ai ministeri dell’Economia e della Salute, che la reclamavano con insistenza da almeno 15 giorni. Il confronto tecnico proseguirà parallelamente a quello politico, che dovrà prevedere il nuovo passaggio della mappa dei reparti dalla commissione Salute. I capisaldi sono noti: attraverso l’operazione di «taglia e cuci» dovuta ai criteri del Decreto ministeriale 70, la Puglia ha ottenuto un potenziamento di reparti di eccellenza che ha privilegiato in particolare Taranto. Ma, e questa è una novità fino ad ora non emersa, la nuova versione del riordino ha una impronta più spiccatamente «pubblica»: è infatti alla sanità privata che sono stati chiesti i maggiori sacrifici.
I numeri dicono infatti che dagli attuali 12.726 posti letto si salirà a 13.110. Ma mentre la rete pubblica guadagna circa 450 posti letto, passando dagli attuali 8.265 a 8.725, quella della sanità privata scende da 4.461 a 4.385. Un piccolo aggiustamento, certo, ma che a livello politico servirà a stabilire un principio importante e a togliere dal tavolo uno dei principali argomenti di critica emersi nel corso dell’estate: quello che la Regione abbia utilizzato il riordino per falcidiare le potenzialità dei propri ospedali, preservando invece la sanità privata.

I criteri del Dm 70, come ovvio, si applicano al sistema nel suo complesso, quindi il manager Giovanni Gorgoni, che con il riordino-bis ha firmato l’ultimo atto da capo del dipartimento Salute prima di passare alla guida della nuova agenzia Ares, ha dovuto tenere conto della situazione complessiva. Certo, il privato mantiene la leadership in alcuni campi di alta specializzazione. L’esempio classico è la cardiochirurgia, con 71 posti pubblici e 112 privati, sparsi tra Bari, Foggia, Taranto e Lecce, ma anche la riabilitazione per acuti che vede il privato (comprensibilmente) erogare il doppio dei posti letto rispetto al pubblico. Tuttavia, a differenza di quanto accade in altre Regioni, la rete pubblica mantiene saldo il controllo della rete dell’oncologia (230 posti letto contro gli 81 del privato, ma qui vanno considerati anche gli enti ecclesiastici), il rapporto è simile per l’ortopedia e diventa di 3 a 1 per l’ostetricia, che al Centro-nord è un vero e proprio business per il privato accreditato.

Il riordino mantiene comunque una elevata presenza di cardiologie (33, contro un massimo teorico di 27 secondo il Dm70), di nefrologie (5 in più rispetto ai criteri ministeriali), di pneumologie (addirittura 10 in più). Si tratta di scelte, che il ministero ha nei fatti già vistato, dovute alla necessità di garantire la copertura dei bacini di utenza. Resta invece un deficit di neurologie, psichiatrie e unità coronariche anche rispetto ai minimi fissati dal decreto. Anche qui, le valutazioni hanno a che fare con la concentrazione territoriale dell’offerta. In altri casi, come l’oncoematologia pediatrica, la Regione ha «forzato» i parametri: la Puglia ne ha già tre (Bari, Lecce e Foggia), potrebbe averne al massimo due, ma ne aprirà una quarta a Taranto nell’ambito del potenziamento della sanità ionica prevista dal piano, seppur in collegamento con il Policlinico di Bari.

L’altro tema sensibile riguarda la rete di emergenza urgenza. I 36 Punti di primo intervento territoriale saranno oggetto di una riconversione, che avverrà a step tra maggio e dicembre del 2017. Qui la Regione non ha potuto fare altro che applicare i criteri posti dal decreto ministeriale, ma facendo anche un ragionamento sull’assistenza. Ci sono Ppit della provincia di Bari (Spinazzola, Noci, Grumo, Locorotondo, Mola, Alberobello) che non raggiungono i 5 interventi medi di assistenza al giorno, e che insieme ad altri 17 su tutto il territorio regionale saranno sostituiti entro tre mesi con il presidio h24 di una ambulanza medicalizzata. La riconversione, che potrebbe avere un passaggio intermedio (il mantenimento per 6 mesi dell’equipe strutturata) riguarderà tutti i Ppit entro la fine del prossimo anno

SU http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/home/832689/sanita-da-piano-di-riordino-tagliati-100-letti-ai-privati.html

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