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PALERMO – L’ultimo decreto è del 9 dicembre scorso. Con questo atto la Regione, e in particolare l’assessorato alla Salute, impegna oltre due milioni di euro presi dal capitolo di bilancio relativo al Fondo sanitario regionale. A cosa serviranno? A pagare la consulenza della Kpmg, mega-società che si occupa di assistenza tecnica e che è a capo di una Rete temporanea di imprese composta da giganti del settore, dalla Price Waterhouse alla Ernst & Young. Aziende che incasseranno quei due milioni per assicurare all’assessorato alla Salute il supporto di quattro specialisti. Che dovranno impegnarsi in 2672 giornate di lavoro complessive tra il 14 febbraio e il 31 dicembre di quest’anno. Fatti due conti, ogni giorno di consulenza costerà alla Regione quasi 800 euro.


Tutto legale, ovviamente. Legittimo e sotto certi aspetti anche “obbligatorio”.Perché previsto da specifiche norme nazionali e da un accordo tra Stato e Regioni. Norme che assegnano appunto alle Regioni impegnate nei “piani di rientro” della Sanità, un supporto tecnico e operativo. Esperti insomma che dovranno accompagnare i dipendenti regionali e verificare e certificare i risultati ottenuti per ripianare il mega-buco della Sanità oltre al rispetto dei cosiddetti “Livelli essenziali di assistenza” (i famosi Lea).

Insomma, a metà tra “revisori dei conti” statali e consulenti d’oro dell’assessorato, gli esterni della Kpmg sono costati circa 200 mila euro al mese. Mezzo milione di euro per ogni consulente. Ma il decreto del 9 dicembre è solo l’ultimo di una lunga serie. È una integrazione, in realtà, a un contratto sottoscritto sei anni fa, quando l’assessore alla Sanità era Massimo Russo e poi successivamente prorogato.

Un “business” milionario, per le società, comunque scelte dopo una selezione pubblica passata attraverso Consip. Quella, insomma, era l’offerta migliore. Pure la più economica. Ma le cifre sono davvero stellari. La Regione per ripianare il buco creato da spese folli nel passato, ha dovuto affidarsi a esperti pagati a peso d’oro.

Il primo contratto, dopo la gara pubblica, è stato infatti sottoscritto nel dicembre del 2010 e diventerà operativo nel febbraio del 2011: un contratto triennale. Che verrà rinnovato alla scadenza, nel 2014, quando l’assessore Lucia Borsellino manifesta “al Ministero della Salute e al Ministero dell’economia e delle finanze la necessità di mantenere il supporto dei consulenti per completare il ‘consolidamento di competenze specifiche manageriali e gestionali’ del personale interno di questa amministrazione”. Ll’obiettivo era quello di operare una “riconversione che individui i soggetti da dedicare a tali attività in modo continuo, al fine del raggiungimento del grado di autonomia necessaria per l’espletamento delle attività previste”. In pratica, gli esperti d’oro avrebbero dovuto “formare” il personale della Regione, così da consentire loro di occuparsi di queste attività al posto dei consulenti.

E così, arriva il rinnovo che stavolta non passa, come prevede la legge, da un nuovo bando aperto, ma da una procedura negoziata con le stesse aziende. Una integrazione al contratto principale: per 24 mesi costerà alla Regione e allo Stato 10,44 milioni di euro, poi ridotto di 200 mila euro. Il contratto scade quindi nel febbraio del 2016. I dipendenti regionali sono già autonomi? Non del tutto, a quanto pare. E così, la Regione stavolta rappresentata dal nuovo assessore Baldo Gucciardi, potendo avvalersi della facoltà di operare una nuova integrazione al contratto, sottoscrive un altro accordo per “prestazioni aggiuntive”. Quelle, appunto, che consistono nell’impiego “di quattro figure professionali per un periodo di 2672 giornate lavorative a far data dal 14 febbraio al 31 dicembre”. Un vero e proprio tour de force, visto che si tratterebbe di 650 giornate lavorative per ogni consulente da svolgere in poco più di trecento giornate effettive. Un miracolo della matematica, dovuto probabilmente alla possibilità di svolgere, nell’arco dello stesso giorno, più “giornate lavorative”, appunto. Due in 24 ore, ad esempio. E in quel caso, solo in quel giorno, per quell’esperto verrà sborsata la cifra di 1.600 euro. Lo stipendio mensile di un fortunato impiegato. I soldi? Dritti dal Fondo sanitario regionale: composto per metà circa da somme statali e per l’altra da somme regionali. Per coprire il “buco” della Sanità, insomma, bisogna spendere per i consulenti pagati a peso d’oro.

SU http://livesicilia.it/2016/12/19/sanita-il-business-degli-esperti-consulenze-da-800-euro-al-giorno_809092/

 

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