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FIMMG:  “Dispiace avere nuova conferma dell’ignoranza dilagante vera e/o pretestuosa riguardo l’argomento accessi al Pronto soccorso – osserva Alessandro Benelli rappresentante dei medici di famiglia –  dove si additano i medici di famiglia come responsabili di tutto questo. Il delegato alla Sanità pubblica Cgil potrebbe benissimo confrontarsi con i rappresentanti della categoria medica, che potrebbero portare un po’ di luce nel buio in cui brancola.

CGIL FP: “Raccolgo volentieri l’invito al confronto – replica Lorenzo Pacini, Fp Cgil – fatto dal segretario delle Fimmg e aggiungo che magari l’ignoranza dilagante può portare a credere a molte cose, tra le quali che al Pronto Soccorso (e non solo a quello di Prato) vi siano medici (laureati anch’essi) che visitano tutti i giorni centinaia di pazienti in codice bianco giunti dagli ambulatori dei medici di medicina generale, dove fare un tracciato elettrocardiografico, due semplici esami ematochimici e una banale radiografia, risulta impossibile.

PRATO. Botta  e risposta tra Alessandro Benelli, segretario provinciale Fimmg, e  Lorenzo Pacini, delegato sanità pubblica Fp Cgil di Prato, sulla situazione dell’ospedale Santo Stefano e del Pronto soccorso.

FIMMG: I sostituti dei medici titolari della convenzione non sono metalmeccanici oppure operai tessili ( ognuno svolge la propria attività…per scelte diverse ….) prestati alla professione medica ma laureati in Medicina e Chirurgia , spesso con anni di esperienza alle spalle e talora già titolari di convenzione con il Ssan . Non credo sia utile affrontare un problema serio come quello degli accessi al Pronto soccorso con la solita , demagogica e banale risposta di part , entrando oltretutto nel merito di una professione a cui non appartiene e non avendone neppure titolo. Come rappresentante sindacale dei Mmg, che hanno un loro Acn, non mi sono mai permesso di dettare a coloro che Pacini rappresenta, cosa e come lo devono fare . Ritengo l’intervento del rappresentante Cgil scorretto, fuori luogo, pieno di inesattezze ed offensivo per i Mmg che svolgono il proprio lavoro, regolamentato da un accordo collettivo nazionale, con grande dignità e nel rispetto dei propri assistiti.”

CGIL: “Questi pazienti vengono poi dimessi e mandati a domicilio il più delle volte, basti pensare al rapporto tra accessi e ricoveri.Eppure, nel 2017, non si riesce ancora ad avere la possibilità di integrare i due canali di medicina generale e di medicina ospedaliera nel giusto modo, le domande che pongo al segretario della Fimmg sono dunque queste: Non vorrebbe avere la possibilità dal proprio ambulatorio di poter effettuare un tracciato elettrocardiografico? Non vedrebbe di buon auspicio avere a disposizione una sonda per fare una semplice ecografia? Non sarebbe idoneo poter prescrivere una radiografia e farla fare ad un tecnico radiologo presso l’Aft dove sta visitando lo stesso medico generico, e quindi tramite la telemedicina aspettare il referto del medico radiologo di stanza presso il presidio ospedaliero? Non gradirebbe il conforto di pochi esami ematochimici come di un emogasanalisi per controllare i valori di po2 e pco2 dei propri pazienti con broncopneumopatie croniche ostruttive che si rechino al proprio ambulatorio? Riterrebbe inopportuno poter accedere ai database degli accessi in pronto soccorso dei propri pazienti e poterne verificare tutti i contenuti? Questo è il ring che secondo me vale la pena di calcare, è qui che il segretario deve confrontarsi, non con me, che sono pure ignorante, con i suoi pari in Asl e con la Regione, che deve avere il coraggio di chiedere che la medicina di base del secondo millennio sia qualcosa di diverso da quella che abbiamo visto nei film in bianco e nero. Se vede nelle mie parole solamente una sterile polemica contro i medici di medicina generale, dei quali non metto certo in dubbio operosità e studi, mi sono sbagliato, se invece volesse intravedere la possibilità di crescere e dare alla sanità una nuova linfa vitale mi troverà sempre presente per discutere, pure animosamente, su quella che è l’idea di sostegno alla salute dei cittadini che immaginiamo per il futuro.

Per quanto riguarda l’auspicio che i 2100 infermieri della graduatoria possano venire assunti nei prossimi tre anni mi limiterò a due brevi calcoli: 700 infermieri per 3 mega Asl toscane, circa 230 per anno (circa il 2-3 %), queste assomigliano più alle cifre della sostituzione per il pensionamento che ad un piano di assunzioni vero e proprio”.

http://iltirreno.gelocal.it/prato/cronaca/2017/01/07/news/pronto-soccorso-in-tilt-botta-e-risposta-tra-benelli-e-pacini-1.14676098

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