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MOTIVI DELLA DECISIONE, ABSTRACT: “”I ricorrenti denunciano “violazione dell’art. 22, comma 7, del d.p.r. n. 319/90 ed erronea e falsa applicazione dell’art. 20, commi 6 e 7, del d.p.r. n. 567/87”. Premettono che nella disposizione direttoriale del 1°.12.1998, della quale riportano il contenuto, era stato richiamato l’art. 22, comma 7, del d.p.r. 319/1990, sicchè aveva errato la Corte territoriale Corte di Cassazione – copia non ufficiale RG 18038/2012 nell’affermare che l’inquadramento nel profilo di capo tecnico dei servizi diagnostici era stato disposto ai sensi dell’art. 20 del d.p.r. 567 del 1987, applicabile al solo personale che già rivestiva le qualifiche ivi indicate. Ribadiscono che il loro inquadramento nella settima qualifica era avvenuto in forza dell’art. 22 del d.p.r. 319/90 e, pertanto, occorreva fare riferimento ai profili professionali indicati nel d.p.c.m. 24.9.1981, che prevedeva per l’area tecnico scientifica e socio sanitaria solo il profilo del collaboratore tecnico.””

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO, ABSTRACT

La Corte di Appello di Roma, riformando la sentenza di prime cure, ha respinto la domanda proposta da Pasqualino Amaranto e dagli altri litisconsorti indicati in epigrafe, tutti dipendenti della Università degli Studi di Roma “La Sapienza” in servizio presso l’Azienda Policlinico Umberto I ed inquadrati nella VII qualifica funzionale, i quali avevano agito in giudizio per ottenere il riconoscimento del profilo professionale di collaboratore tecnico in luogo di quello di capo tecnico dei servizi diagnostici, attribuito con la disposizione direttoriale del 1° dicembre 1998. 2 – Il Tribunale di Roma aveva accolto la domanda rilevando che il d.p.c.m. 24.9.1981 aveva inserito nella settima qualifica dell’area funzionale tecnico scientifica e socio-sanitaria solo il profilo professionale del collaboratore tecnico, che andava, pertanto, attribuito ai ricorrenti, nel momento in cui agli stessi era stata riconosciuta la qualifica funzionale superiore a quella di originario inquadramento. 3 – La Corte territoriale, accogliendo il gravame proposto dalla Università, ha evidenziato che in applicazione dell’art. 20, comma 6, del d.p.r. 28.9.1987 n. 567 erano confluiti nella settima qualifica funzionale ulteriori profili professionali, fra i quali quello di capo tecnico dei servizi diagnostici. L’art. 22, comma 8, del d.p.r. 3.8.1990 n. 319 aveva, poi, indicato quali fossero i titoli necessari per l’accesso a detti profili, che, quindi, avevano integrato la originaria elencazione contenuta nel d.p.c.m. 24.9.1981. Ha, pertanto, escluso che l’inquadramento degli appellati potesse essere ritenuto erroneo, giacché era stato censurato solo sul rilievo, errato, della non riconducibilità del profilo professionale alla qualifica attribuita. 4 – I ricorrenti indicati in epigrafe domandano la cassazione della sentenza sulla base di due motivi. L’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” resiste con tempestivo controricorso.

SENTENZA: cassazionecivile2016n23747

FONTE http://www.italgiure.giustizia.it/xway/application/nif/clean/hc.dll?verbo=attach&db=snciv&id=./20161122/snciv@sL0@a2016@n23747@tS.clean.pdf

 

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