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I tempi ormai sono maturi. E sui dipendenti pubblici sta arrivando un bel giro di vite per malattie, permessi e congedi. Si tratta di uno degli effetti dell’accordo contrattuale firmato il 30 novembre del 2016, che tra l’altro impegna governo e sindacati a riaprire il confronto per regolamentare questi temi. Dopo tre anni di trattative, la volontà dell’esecutivo e del ministro per la Pubblica amministrazione, Marianna #madia, secondo il Messaggero, è di chiudere questa partita nei contratti relativi ai quattro comparti della pubblica amministrazione, che dovrebbero essere discussi tra i sindacati e l’Aran, (l’agenzia pubblica per la contrattazione), non appena Madia avrà firmato l’atto d’indirizzo per la nuova tornata contrattuale.

Permessi per visite specialistiche e analisi

Oggi in caso di permessi per visite specialistiche o analisi le cose stanno così: il dipendente pubblico o prende un giorno di malattia, o usa un giorno di ferie, oppure utilizza un fondo orario con il limite delle 18 ore all’anno (aperto però a permessi di tutti i tipi). L’intenzione per il futuro è invece di consentire in questo campo la possibilità di specifici permessi orari: se i dipendenti pubblici dovranno assentarsi per alcune ore al giorno o alla settimana per fare terapie, visite o analisi, basterà che presentino la necessaria certificazione medica. Naturalmente la possibilità di assentarsi non sarà infinita e il tutto sarà conteggiato nel cosiddetto “periodo massimo di comporto”, il tetto di assenza sul #Lavoro entro cui il dipendente pubblico mantiene il diritto a stipendio e conservazione del posto (oggi 18 mesi). Queste assenze per malattia, infatti, dovrebbero andare a far parte in quota massima (per un numero di giorni da stabilire) dei primi nove mesi del periodo di comporto, quelli a retribuzione piena, dal quale comunque sarebbero esclusi i trattamenti per curare malattie gravi.

Legge 104, assenze seriali e di massa

Per l’applicazione della legge 104, che consente al lavoratore di assentarsi per prestare assistenza ai familiari disabili, l’idea è quella di migliorare l’organizzazione delle attività lavorative, chiedendo a chi l’utilizza di programmare i suoi permessi. E poi c’è il capitolo delle assenze seriali e di massa: la ministra Madia, vorrebbe inserire il tema nel decreto sul lavoro statale da varare a febbraio con una regolazione ridotta per lasciare spazio alla trattativa sindacale; ma nel quadro normativo di febbraio dovrebbe essere comunque inserito a chiare lettere che tra le motivazioni di licenziamento ci sono anche le assenze seriali (lunedì e giorni prefestivi) e quelle di massa.

Polo Inps per i controlli fiscali

Per quanto riguarda invece i controlli delle assenze per malattia e la lotta agli abusi, il governo, sottolinea l’Ansa, sembra determinato a mettere da parte le aziende sanitarie locali. Dovrebbe nascere così un unico polo di medicina fiscale nelle mani dell’Inps, per migliorare i controlli

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