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Un commissariamento illegittimo, indegno della Cisl, che calpesta statuti e regolamenti, e insieme le più basilari norme della democrazia interna. Un attacco personale che rischia di danneggiare la credibilità e l’autorevolezza di una federazione forte e trasparente. E di migliaia di iscritti che si riconoscono in un’idea innovativa di sindacato. La Segreteria confederale di via Po ha infatti votato, a maggioranza e tra tempestosi contrasti durati fino a tarda sera, in una riunione convocata in tutta fretta, la proposta di commissariamento della federazione della Funzione pubblica nazionale. Riunione blitz con la quale la stessa Segreteria confederale ha convocato per oggi, senza che ne ricorressero i presupposti, un Esecutivo d’urgenza per far passare il provvedimento punitivo nei confronti di chi, come Faverin ha rifiutato – per tenere fede al mandato degli iscritti – una comoda poltrona in segreteria confederale. Invito che, se accettato, avrebbe fatto scomparire ogni falsa traccia di contestazione. E che invece, di fronte al rifiuto, rischia di mandare al macero la grande tradizione democratica e legalitaria della Cisl, pur di garantire alla Confederazione il controllo del più consistente salvadanaio di risorse delle categorie attive cisline.

Contro le manovre di via Po, c’è pronta una linea di difesa, interna e giudiziale, per tutelare l’organizzazione a tutti i livelli. Con il sostegno scritto di tre segretari confederali che si sono espressi contro la proposta illegittima del commissariamento. La credibilità e l’autorevolezza della federazione dei lavoratori pubblici non può essere messa in gioco da azioni irresponsabili e personalistiche. La convocazione dell’esecutivo confederale è illegittima non solo per mancanza dei presupposti dell’urgenza, con una motivazione puramente strumentale (le medie congressuali) che non è neanche riportata nell’ordine del giorno, ma anche perché la proposta di commissariamento è stata votata in Segreteria senza uno straccio di documento d’appoggio. Documentazione che poi, nella forma di verbali di ispezione da “purghe staliniane” condotte alle Fp territoriali, è comparsa nottetempo ed è stata spedita per la prima volta, a sole 24 ore dalla discussione, ai componenti dell’Esecutivo. Il bullismo ha così soppiantato la democrazia, visto che nessuno in esecutivo sarà in grado di esprimere un voto informato e consapevole.

Il pretesto del siluramento del sindacalista veneto – che dopo sette anni di battaglie sta negoziando i rinnovi di contratto per milioni di lavoratori pubblici e guida da otto anni l’unica federazione sindacale le cui entrate sono certificate da una società di rating – è per la Cisl la gestione delle tessere. Tessere che vengono da sempre contabilizzate a livello locale e certificate dalla stessa confederazione attraverso le unioni territoriali. La Cisl Fp ha portato a termine una pulizia degli archivi per dare i numeri veri degli associati e dei bilanci. E chiesto alla confederazione di fare altrettanto. Forse è stato qualche inconfessabile timore, o la paura di un confronto aperto e leale, a suggerire questi squallidi metodi da basso impero che disonorano la nostra storia e tradiscono la fiducia dei nostri iscritti e dirigenti?

http://oltreilguado.org/index.php/2017/01/12/nuovi-torbidi-nella-cisl-la-funzione-pubblica-un-commissariamento-illegittimo-attacco-danno-federazione-forte-trasparente-calpestata-norma-democrazia-interna/

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