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Al Direttore Generale –  Azienda Ospedaliera S. Camillo

Al Direttore DITRO –  Azienda Ospedaliera S. Camillo

oggetto: sicurezza e protezione del personale infermieristico

La scrivente O.S. intende preservare nella sicurezza, il rischio clinico e la sicurezza dei pazienti cui potrebbero andare incontro gli infermieri della neurochirurgia.

La scrivente O.S. chiede il rispetto delle direttive Europee circa l’orario di lavoro, al momento fantasiosamente applicate ed imposto agli infermieri. Nel reparto di Neurochirurgia e in tutto il nosocomio, stanno applicando un orario di lavoro, millantando principi di orario dettato da normative europee.

La legge europea, cui ci riferiamo è la direttiva 2003/88/CE, in Italia è il D.Lgs. 66/2003, che recepisce la direttiva europea. Lo scopo della nostra richiesta è quello di trovare un equilibrio tra la salute, la sicurezza delle infermiere e dei pazienti.

I fatti: L’ufficio delle professioni sanitarie, al fine di compensare all’assenza di una collega, avrebbe prodotto un ordine di servizio. L’ordine di servizio, rivolto alla collega, le avrebbe imposto di abbandonare il reparto alle due di notte, lasciando due colleghi soli, in una terapia intensiva, quale è la Neurochirurgia.

Considerazioni: La collega avrebbe dovuto smontare dal turno, da “sola”, quindi tornare a casa. Tale ordine di servizio ha considerato la sicurezza della collega?

Sono sempre più frequenti le situazioni in cui professionisti sanitari vengono aggrediti. Quindi impostare uno smonto “solitario” alle due di notte è fortemente discutibile!

Si tenga presente che il 70% del personale infermieristico, secondo il collegio IPASVI di Roma, è donna.

Se la collega avesse smontato, come imposto, dall’ordine di servizio e fosse stata aggredita il sottoscrittore dell’ordine di servizio avrebbe avuto dei problemi seri.

Inoltre, l’ordine di servizio, imposto, non ha considerato le caratteristiche peculiari del reparto. La collega avrebbe dovuto abbandonare il reparto lasciando due colleghe sole in reparto. Incurante delle particolarità del pazienti. Tenendo presente che si tratta di una sub intensiva con 19 pazienti.

Inoltre, come sindacato siamo fortemente contrari “all’interpretazione” delle direttive Europee.

La Comunità Europea avrebbe detto di far lavorare gli infermieri 12 ore di seguito e/l anche durante il turno di notte?

Nelle direttive Europee si legge, esplicitamente, che “(…) nessun datore di lavoro chieda ad un lavoratore di lavorare più di 48 ore nel corso di un periodo di 7 giorni (…)”.

La Comunità Europea scrive che: [i “lavoratori notturni” il cui lavoro comporta rischi particolari o rilevanti tensioni fisiche o mentali non lavorino più di 8 ore nel corso di un periodo di 24 ore durante il quale effettuano un lavoro notturno”]. Quindi secondo la Direzione in indirizzo, gli infermieri del San Camillo, gli infermieri del reparto di Neurochirurgia del San Camillo, non fanno un lavoro particolarmente rischioso, gravoso, privo di tensioni fisiche o mentali?

Le Direzioni in indirizzo dovrebbero evitare gli eventi avversi tra i lavoratori e tra lavorati e pazienti. Le origini degli eventi avversi possono essere: la stanchezza dell’operatore e/o l’inidoneità di locali ed attrezzature.

La scrivente O.S. è convinta che la Direzione dovrebbe preoccuparsi del riassortimento del personale infermieristico, piuttosto che del rispetto di “pseudo” direttive Europee. Comunque la sicurezza dei lavoratori e dei pazienti dovrebbero essere al primo posto di qualsiasi organizzazione e/o programmazione! Le Direzioni in indirizzo dovrebbero evitare gli eventi avversi tra i lavoratori e tra lavoratori e pazienti. Non è necessario rammentare che origini degli eventi avversi possono essere la stanchezza dell’operatore e/o l’inidoneità di locali e attrezzature.
Comunque, la ricerca ha messo molto chiaramente in luce che gli incidenti che capitano in sanità “solo molto” raramente possono essere attribuiti esclusivamente ad un errore commesso da “una persona”: nella maggioranza dei casi ogni evento avverso, oltre a delle cause “attive” ha delle cause latenti all’interno dell’organizzazione, come ad esempio errori nella progettazione o nella gestione del processo lavorativo che indeboliscono le difese dell’organizzazione contro gli errori e permettono il verificarsi dell’evento non voluto.

Inoltre, si chiede che l’orario di lavoro degli infermieri venga strutturato nell’ottica delle Direttive Europee. L’orario di lavoro deve essere organizzato in modo che le colleghe non debbano corrispondere un debito d’orario.

Il debito orario è foriero di lavoro extra, ordinario, durante giornate che dovrebbero essere dedicate al riposo psicofisico.  La legge definisce con orario di lavoro, periodo durante il quale il lavoratore è al lavoro, a disposizione del datore di lavoro e nell’esercizio della sua attività ovvero delle sue funzioni, in conformità delle legislazioni e/o delle prassi nazionali.

REGIONALE NURSING UP LAZIO LAURA RITA SANTORO

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