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In Emilia Romagna non si placa la polemica sugli infermieri impiegati al posto dei medici nella gestione delle urgenze sanitarie. Dopo che a primavera l’Omceo Bologna guidato da Giancarlo Pizza ha avviato procedimenti disciplinari culminati con la sospensione di 7 tra dirigenti e medici del 118 felsineo per aver favorito l’abusivismo della professione infermieristica, si auspicava un confronto tra Regione e Ordini. Invece il confronto latita e i nove ordini dei medici emiliani riuniti nella Federazione regionale guidata da Augusto Pagani, presidente Omceo Piacenza, hanno concordato di sentire i direttori sanitari delle aziende che hanno in carico la gestione dei protocolli di emergenza urgenza. La domanda sarà: sono state adeguate le “regole d’ingaggio” con i pazienti a quanto chiedevano gli ordini dei medici? In aprile la regione ha licenziato le linee guida e gli algoritmi per l’intervento del personale infermieristico nello svolgimento del servizio 118. A luglio hanno risposto i presidenti Omceo in un documento in cui si rimarcavano le condizioni difficili di lavoro dei medici, posti “nell’oggettiva impossibilità di rispettare leggi e norme deontologiche contrastanti”.
Nelle linee guida, gli Omceo segnalavano cinque criticità: mezzi di soccorso con infermieri e mezzi medicalizzati non possono avere la stessa denominazione; ci vuole sempre la garanzia che al bisogno sia interpellato il medico; è eccessiva la discrezionalità decisionale data agli infermieri; dinanzi ad ogni malato critico va attivato l’intervento medico; la diagnosi è posta da un medico che non ha raccolto personalmente rilievi anamnestici, segni e sintomi. Esemplifica il presidente FrEr Pagani a DoctorNews: «Per l’infermiere che assiste un paziente critico sul territorio non c’è la certezza di avere un contatto con il medico; è previsto che l’infermiere possa contattare il medico della centrale od altro medico sulle ambulanze, ma non è detto siano liberi, in tal caso siamo di fronte a una criticità. Inoltre, se un paziente che ci si troverà di fronte è critico non possiamo saperlo prima di averlo visto, eppure le ambulanze con la loro differente dotazione di personale (medico più infermiere più autista o infermiere più autista) sono allertate in presenza di criticità non verificabili sul momento. Noi Omceo ci offrivamo per un confronto che consentisse di superare le divergenze di posizione. Nella situazione attuale ci sono regole deontologiche e di legge che impongono il rispetto di certi comportamenti.

Un conto è se la legge dello stato cambia e ci dice che non è più necessario il medico sulle ambulanze, o modifica il rapporto tra ambulanze medicalizzate e territori di riferimento, un altro se ad andare oltre la legge è un protocollo locale che andrebbe discusso anche con le professioni. L’assessore alla salute Sergio Venturi ci scrisse a luglio che era favorevole a un confronto, quattro giorni dopo gli inviai nota sulla nostra delegazione che sarebbe stata composta anche da due tecnici del 118. Da allora, silenzio. Siccome evidentemente l’assessore non intende incontrarci, abbiamo deciso che ciascun presidente d’ordine nella sua provincia si informi su quali passi abbiano fatto i direttori sanitari delle aziende, medici, per tenere conto delle nostre osservazioni. Non è una convocazione ex articolo 39 – sottolinea Pagani – ma per ascoltare a che punto sono questi colleghi con gli adempimenti da noi richiesti. Nessuno si diverte ad applicare il codice, ma il nostro ruolo è garantire che i cittadini siano assistiti ovunque allo stesso modo di fronte a un’urgenza».

su http://www.doctor33.it/politica-e-sanita/infermieri-nelle-urgenze-in-emilia-romagna-ordini-convocano-i-vertici-asl/

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