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“I Nas – spiega – hanno evidenziato che, tra la mattina del 7 e la serata dell’8 gennaio, hanno avuto accesso al pronto soccorso di Nola 265 persone (con una punta massima di 320) rispetto ad una media giornaliera di 166: tale incremento, assolutamente prevedibile, ha palesato evidenti criticità del sistema di gestione dell’emergenza- urgenza presso l’ospedale di Nola, l’Asl Napoli 3 e, più in generale, della Regione Campania “. Ieri sono stati resi noti anche i risultati di una prima ispezione condotta dai commissari Joseph Polimeni e Claudio d’Amario a Nola: “Non sembrano rilevarsi – sostengono – particolari inadempienze professionali, i sanitari si sono adoperati per gestire il percorso diagnostico-terapeutico con apparente appropriatezza ed efficacia”. Mentre sottolineano che è “evidente la carenza di gestione integrata dei posti letto tra i presidi dell’Asl Napoli 3 sud, in particolare con l’ospedale di Pollena”.

“HO richiesto ai commissari di governo di esercitare tutti i poteri per dare compiuta e rapida attuazione ai decreti di riordino della rete ospedaliera e di costituzione dell’azienda unica di emergenza- urgenza, anche sostituendosi ai competenti organi della Regione, qualora risultassero inerti”. È quanto annuncia Beatrice Lorenzin rispondendo al question time della Camera sulla vicenda dei pazienti dell’ospedale di Nola assistiti a terra. La ministra della Salute bolla quanto avvenuto come “un fatto di inaudita gravità, con scene che non sono degne del nostro sistema sanitario”. Rileva anche numerose criticità e la mancanza di protocolli necessari a far fronte alla situazione.

Si sofferma la Lorenzin: “Non vi erano i protocolli che avrebbero permesso di utilizzare i posti letto tecnici disponibili. Così come avrebbero potuto essere utilizzati posti letto del vicino ospedale di Pollena”. Quindi un nuovo pesante atto d’accusa alla sanità campana: “Ho accertato che fondamentali decreti commissariali emessi nel 2016, come quelli di riordino della rete ospedaliera, di attivazione della rete di assistenza territoriale e di costituzione dell’azienda unica regionale di emergenza urgenza, risultano sostanzialmente ancora inattuati da parte dei vertici delle Asl, con ricadute gravissime per i pazienti”. La Lorenzin chiede ai commissari, pur citando, ma solo a fine testo lo “spirito di collaborazione con il presidente De Luca “, di inviarle “una relazione aggiornata sull’attuazione delle reti programmate”. Perché secondo l’esponente del governo “da un lato è evidente che il sistema di gestione dell’emergenza – urgenza in Campania è lontano da quello delle principali regioni “. E dall’altro: “La mancanza di un’efficiente rete di assistenza provoca l’intasamento dei pronto soccorso. Con la Campania maglia nera per numero di accessi, con codici bianchi e verdi, pari all’85 per cento dei complessivi”.

Dal canto suo De Luca annuncia una stagione “del rigore”. Poi tenta la marcia indietro rispetto a quanto detto nei giorni scorsi sulla censura ai camici bianchi: “Gratitudine ai medici, ma non sarà tollerata una virgola di incapacità, di disorganizzazione e di sciatteria, residui di un’eredità che abbiamo trovato. Quanto avvenuto a Nola non era inevitabile – conclude – c’era la rianimazione pronta per accogliere in situazione di dignità molti pazienti”.

http://napoli.repubblica.it/cronaca/2017/01/12/news/sanita_caso_nola_nuovo_attacco_della_ministra_lorenzin_le_asl_inadempienti_-155868204/

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