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Quei pazienti stesi sul pavimento nel pronto soccorso di Nola raccontano meglio di ogni classifica le condizioni mortificanti del sistema sanitario in Campania e in molte aree del Mezzogiorno. Un Paese non può dirsi civile, se in un ospedale mancano perfino le barelle.
La Campania è ultima in Italia per i livelli essenziali di assistenza. L’ospedale di Nola non rappresenta un caso isolato. Certo, l’ondata di gelo ha moltiplicato i ricoveri. Ma il disastro è quotidiano e investe altri ospedali molto più grandi a Napoli, come il Loreto Mare, dove non funziona nemmeno la Tac, e il Cardarelli, pieno di barelle nel pronto soccorso. La Campania ha subito pesanti tagli ai fondi per l’assistenza sanitaria, perché ha la popolazione più giovane.

Un criterio discutibile, che non tiene conto della povertà generale, del basso livello di istruzione e di altri fattori che incidono sulla diffusione delle malattie. Il presidente della Regione Vincenzo De Luca contrasta le difficoltà con una politica muscolare di dubbia efficacia. Annuncia rimedi drastici scivolando spesso sulla demagogia. Anche adesso è perentorio, chiede il licenziamento dei medici. Ma i dirigenti di ospedali e Asl non li nomina la Regione? E se i governi tagliano i fondi e la sanità campana è commissariata, quanto pesa l’incapacità dei politici locali?

http://napoli.repubblica.it/commenti/2017/01/10/news/chi_ha_messo_in_ginocchio_la_sanita_al_sud-155729807/

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