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“Il Collegio provinciale degli Infermieri (IPASVI di Avellino) è venuto a conoscenza che il personale infermieristico impiegato nella rete di emergenza-urgenza 118, vive ormai da anni una questione a dir poco irriguardosa e che a nostro avviso oltre a ledere il decoro di un’intera categoria professionale mette a rischio la salute dell’utenza.”

Inoltre, i professionisti impiegati in tale servizio sono coordinati da personale appartenente ad associazioni di volontariato, convenzionate con la Asl, privo di requisiti specifici che la norma impone.
Pretendere di svolgere un compito di straordinaria importanza per la salute pubblica, come il sistema di Emergenza Territoriale 118 della provincia di Avellino, impiegando a bordo dei mezzi di soccorso personale “volontario” o pseudo tale, remunerato con un compenso irrisorio, ammesso e non concesso che sia legittimo sotto il profilo delle procedure amministrative, è irriguardoso nei confronti della categoria professionale degli infermieri, è gravissimo sotto il profilo della salvaguardia della salute degli utenti, è inaccettabile.
È una situazione a dir poco incresciosa, che si protrae ormai da troppo tempo e che, pertanto, non può più essere giustificata da alcuna motivazione.
Attualmente (2016), pur in presenza di un’unica ASL, i due sistemi territoriali in cui si articola l’Irpinia sono denominati “ambito est” (ex ASL AV1) e “ambito ovest” (ex ASL AV2), con notevoli differenze riguardanti le dotazioni dei mezzi di soccorso (monitor defibrillatore, dispositivi per la gestione delle vie aeree, ecc.) e la presenza di professionisti sanitari a bordo.
Infatti, in molte delle postazioni dell’ambito ovest continuano a svolgere il servizio con infermieri “volontari” (anche dipendenti della stessa ASL Avellino in qualche caso autorizzati con delibera aziendale) che “percepiscono un rimborso spese” o con infermieri prestati da cooperative (spesso dipendenti pubblici o privati che percepiscono rimborsi spese per la propria opera “volontaria”).
I rimborsi di cui sopra non sembrano essere correlati alle effettive spese sostenute per espletare il servizio bensì calcolati in una cifra oraria che, nella maggior parte dei casi si aggira addirittura intorno ai 5 euro all’ora!
In altri casi invece si tende ad utilizzare in maniera impropria liberi professionisti trattati di fatto come dipendenti, retribuendoli con una tariffa oraria variabile tra gli 8 e i 10 euro dietro presentazione di regolare parcella.
Tutto questo accade pur sapendo che il costo orario del lavoro di un infermiere supera abbondantemente i 20 euro all’ora.
In “ambito est”, nelle postazioni non medicalizzate non è garantita la presenza di personale Infermieristico e, il soccorso alla popolazione è interamente affidato a personale soccorritore laico “volontario” (quasi sempre “rimborsato”, sempre tramite le associazioni di volontariato, con tutte le problematiche conseguenti e immaginabili circa la qualità del servizio).
In definitiva, non è più tollerabile che la ASL Avellino, titolare e custode di un servizio di pubblica utilità, perseveri da anni ormai nell’evitare di apportare i giusti correttivi al sistema di emergenza territoriale. Com’è possibile accettare che l’ASL Avellino non si ravveda ed elimini le citate distorsioni, in un momento in cui anche la Regione Campania dichiara pubblicamente di riorganizzazione della “Rete Regionale” dell’emergenza?
Tutto questo sembrava potesse essere risolto da una imminente riorganizzazione del servizio auspicata da anni, ma la ASL Avellino pubblica un bando di gara, in corso di espletamento, riservato ad associazioni di volontariato, assoggettando a queste ultime l’onere di gestire la parte infermieristica con personale volontario e, prevedendo clausole inaccettabili sotto il profilo del decoro e della qualificazione professionale.
Il Collegio provinciale degli Infermieri di Avellino, nell’esercizio delle proprie funzioni istituzionali, preannuncia pubblicamente che non accetterà più il protrarsi di tali episodi e, da subito, si farà carico di intervenire per dettare dei criteri riguardanti la dignità e la qualità della professione e, soprattutto, della salute dei cittadini messa a repentaglio per effetto di scelte gestionali ingiustificabili.
L’IPASVI di Avellino, a tal fine, dichiara a tutti gli organi preposti di farsi promotore di un tavolo tecnico durante la fase di contrattazione, per evitare che qualcuno continui a commettere gli abusi già perpetrati nel tempo, nei confronti dell’intera categoria, nonché per promuovere progetti di formazione e valorizzazione della figura professionale, come avviene ormai da anni in altre regioni d’Italia, soprattutto alla luce del nuovo assetto normativo riguardante le competenze della stessa.
È infine auspicabile che, per ogni situazione in cui le aziende sanitarie e/o ospedaliere decidano di avvalersi dell’outsourcing per l’espletamento dei propri servizi, si faccia riferimento ad organi di rappresentanza e tutela delle professioni interessate.
Trasparenza e professionalità devono essere le vere linee guida della gestione di ogni ente pubblico, in particolare del settore sanitario!».

su http://www.irpiniafocus.it/economia/13639-roca-ipasvi-intollerabile-che-sia-personale

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