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ORDINI PROFESSIONI INFERMIERISTICHE

GLI ORDINI PROFESSIONALI? DALLA PARTE DELLO STATO

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Tra No vax, no Pec, no Ecm, no Opi, no Etics, i Presidenti e i Direttivi degli Ordini Professioni Infermieristiche quali componenti di Enti Pubblici Non Economici Sussidiari dello Stato e vigilati dal Ministero della Salute si trovano con il cerino acceso della responsabilità di trovarsi a garantire il rispetto delle norme quindi del diritto e dei cittadini, ben sapendo che saranno determinazioni impopolari e foriere di contenziosi pubblici e privati.

Adottare provvedimenti previsti da leggi e regolamenti è un indirizzo ineludibile e va assunto ponderando, valutando, discernendo, ascoltando, ragionando, riflettendo, scriminando e mai a cuore leggero e ben consapevoli, comunque, di essere scelte anche laceranti.

Comunicare un provvedimento sanzionatorio verso un professionista sanitario crea un cortocircuito ma non può essere eluso per mantenere una posizione amministrativa sine die.

 

La scelta è sempre e solo quella tra avere il rispetto dello Stato o il disprezzo della salute pubblica.

 

Gli Ordini Professionali vigilano sulle materie demandate agli stessi non da un capriccio, e si attivano per la crescita della comunità di riferimento, costituita non solo dagli iscritti ad un albo ma anche dai cittadini sui quali i componenti di quella comunità mettono addosso le mani.

Sono una parte importante di istituzioni che funzionano e che in un sistema di vasi comunicanti, appunto comunicano cosa si debba o non si possa fare.

Nel preminente interesse di cui all’art. 32 della Costituzione della Repubblica Italiana e di chi la vive e la abita.