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UDINE – Nonostante le recenti assunzioni da parte del Sistema sanitario regionale, sono tanti gli infermieri in attesa di una collocazione nella sanità pubblica, così la professione strizza l’occhio alla libera professione. «Si è manifestato un notevole incremento – afferma il coordinatore regionale dei collegi di infermieri, Flavio Paoletti – e c’è un rapporto abbastanza equilibrato tra domanda e offerta. Fino a qualche anno fa erano pochi gli infermieri nella libera professione, per lo più colleghi in pensione. Oggi con la crisi i neolaureati si affacciano alla libera professione in attesa di un’occupazione nel sistema pubblico».
In Friuli Venezia Giulia l’aumento degli “infermieri privati” sfiora il 60% e contestualmente diminuisce l’età dei liberi professionisti che affiancano l’esercito degli oltre 7mila dipendenti del Servizio sanitario regionale, di cui il 16%, però, lavora part-time. «Rispetto all’età media di 50 anni, oggi gli infermieri della libera professione hanno dai 25 ai 30 anni, qualche anno in più per quelli che addirittura si licenziano dal settore pubblico dopo aver maturato un po’ di esperienza. Il problema – precisa – è che manca l’assorbimento della professione nel sistema pubblico». E sono tanti i cittadini del Fvg che preferiscono l’infermiere privato a domicilio, “nonostante – aggiunge Paoletti – in regione l’assistenza domiciliare pubblica non abbia liste d’attesa. Siamo il fiore all’occhiello d’Italia con una copertura del 12% a 24 ore dalla richiesta dell’utente, mentre alcune regioni raggiungono solo il 2%”. Eppure l’infermiere privato continua a essere la prima scelta dei “friulvenetogliuliani” che possono contare su un piccolo esercito di quasi 500 liberi professionisti tra le quattro provincie e Trieste è anche l’unico collegio Ipasvi ad avere il sito internet per la libera professione aperto ai cittadini. Pure per le tariffe non ci sono sorprese dato che pochi giorni fa sono arrivare dal ministero le indicazioni sulle quote medie.
«Il tariffario non esiste più dal decreto Bersani, ma siccome sono sorti problemi tra i cittadini e i liberi professionisti, il ministero ci è venuto in aiuto». Per un’ora di assistenza si spendono mediamente 35 euro, la preparazione del paziente e dell’ambiente al sonno e al riposo costa 10 euro, 20 euro l’aiuto a vestire e spogliare il paziente. A rendere più agevole la richiesta della prestazione e la scelta dell’infermiere ci pensa la tecnologia, unico neo degli infermieri privati del Fvg che ancora non hanno aderito alla nuova applicazione che consente ai pazienti di inoltrare una richiesta di prestazione infermieristica attraverso internet e di ricevere risposta in massimo tre ore di tempo, “in regione è ancora poco pubblicizzata – conclude Paoletti – ma mi piacerebbe che fosse il sistema pubblico a garantire certi servizi, non quello privatistico”.

http://www.ilgazzettino.it/nordest/udine/la_carica_degli_infermieri_privati_udine-2184616.html

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