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CASERTA – Che fine ha fatto l’Ipasvi di Caserta? Delle vicende interne al collegio degli infermieri ci siamo occupati, e non poco, nei mesi scorsi, denunciando una serie di fatti poco chiari, relativi alla gestione delle ingenti risorse, messe a disposizione dell’Ipasvi dalla riscossione delle quote annuali che per ogni infermiere ammontano a 50 euro che, moltiplicato per 5 mila 500 iscritti fanno quasi 300 mila euro all’anno. Gli infermieri sono tanti ed è per questo che l’ammontare è tanto alto. I nostri dubbi li abbiamo nutriti da sempre. E anche con la gestione di Pino Letizia, non siamo stati certo teneri. Anche perchè, se Pino Letizia è stato segato, sono rimasti tutti quelli della sua gestione cioè i vari Mario Falco, oggi presidente, Galasso, Giacinto Basilicata e compagnia. Torniamo a occuparci oggi dell’Ipasvi di Caserta perchè fino a un anno fa c’era guerra, oggi la guerra c’è ancor all’interno degli organismi dirigenti ma questa ha in pratica paralizzato l’attività del collegio.

Mario Falco e il segretario Crisci si sono letteralmente arroccati. Chiusi nei loro uffici, al momento, stando a quello che ci segnalano tantissimi infermieri e qualche consigliere, della loro gestione, cioè di come vengono gestiti tutti questi quattrini, si sa poco o nulla. Tutta questa grazia di dio ha prodotto, a quanto si sa, una spesa di circa 130 mila euro, mentre altrettanti quattrini sono in cassa e rappresentano un avanzo dell’amministrazione 2016. Da parte di alcuni consiglieri sono arrivate anche proposte concrete per l’utilizzo di questi soldi. Ad esempio, la riduzione della quota annuale di iscrizione. E ancora, un programma di qualificati eventi formativi, veri e propri corsi di formazione che possano fornire agli infermieri una nuova, rinnovata a più solida consistenza professionale. Queste proposte meriterebbero quantomeno di essere discusse dagli organismi direttivi, a partire dal consiglio di amministrazione. Meriterebbero quantomeno di essere vagliate, valutate e giudicate con gli strumenti della democrazia interna. Falco e Crisci avrebbero il dovere di confrontarsi con i consiglieri e di rispondere, come meglio ritengono, ai rilievi che questi muovono sulla loro gestione. Il tutto nell’ambito di una dialettica democratica da cui l’Ipasvi di Caserta non può prescindere dato che vive grazie ai versamenti di tutti i suoi iscritti che meritano di poter esercitare il diritto di controllo su una trasparenza della gestione rispetto alla quale, al momento, proprio a causa di questa chiusura completa, operata dal presidente e dal segretario, i quali ogni mese, sempre grazie ai versamenti degli iscritti, intascano un’indennità di 300 euro a testa, non si può certo mettere la mano sul fuoco.

http://www.casertace.net/caserta-1/collegio-degli-infermieri-di-caserta-un-porto-delle-nebbie-alcuni-consiglieri-chiedono-conto-dei-130-mila-euro-di-quote-versate-e-avanzate-ma-falco-e-crisci-20170117.html

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