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Venerdì mattina l’emergenza ghiaccio al pronto soccorso del San Matteo, con oltre 150 pazienti in sei ore, è stata gestita senza incidenti, senza barelle per terra e (quasi) senza proteste grazie al personale in più rientrato in servizio, alle 10 barelle e alle 15 carrozzine supplementari inviate dagli altri reparti e all’infermiera del Sitra messa in sala d’attesa a parlare con parenti e pazienti in attesa. Ma dopo i ringraziamenti del direttore generale Nunzio Del Sorbo a tutto il personale che ha gestito l’emergenza, il sindacato autonomo Fials denuncia: «Manca un piano generale di sovraffollamento – spiega Andrea Boggiani – o meglio, c’è dal 2015 ma non è completo e il personale infermieristico non ne è informato: chi sta in triage non vede quelli che possono essere i segnali premonitori del sovraffollamento e agire di conseguenza.

Venerdì grazie alla collaborazione di tutti è andato tutto bene. Ma se l’iperafflusso capita in un giorno festivo, nel fine settimana o di notte, servono procedure chiare e conosciute».

Non si tratta di un dettaglio tecnico, ma di sapere esattamente cosa fare, chi fare rientrare, come e quando. Per il San Matteo l’iperafflusso è calcolato a 198 pazienti al giorno, poco più di 8 all’ora. Durante l’emergenza ghiaccio il coordinatore infermieristico ha intuito all’alba le prime avvisaglie di una giornata impegnativa, ha avvertito Sitra e direzione sanitaria e in questo modo si è deciso di far rientrare un’infermiera da casa e dirottare un infermiere di ortopedia sul pronto soccorso. Gli infermieri dirigenti del Sitra hanno lasciato gli uffici per gestire i pazienti e le famiglie in attesa, l’ambulatorio dei codici minori ha preso in carico anche altri codici, aiutando a smaltire le attese.

Nel 2015 i giorni di sovraffollamento sono stati 34 (nessuno in estate), soprattutto lunedì e giorni post festivi: «In questi giorni – spiega Boggiani – il personale in servizio deve essere al completo oppure bisogna rivedere il personale minimo di 7 infermieri più uno per il trasporto dei pazienti».

Il sovraffollamento non è solo quando arriva tanta gente, tutta insieme, spiega Boggiani, «ma anche quando non ci sono letti liberi nei reparti e i pazienti restano in osservazione breve intensiva, fino a due giorni prima di essere ricoverati». Qualche soluzione? «Al Niguarda e al policlinico di Milano – spiega Boggiani – gli infermieri sono responsabili di percorsi di post triage in cui fanno gli esami preliminari alla visita e così si dimezzano i tempi perché il paziente arriva dal medico con gli esami già fatti». La Fials ha scritto al direttore generale Nunzio del Sorbo e al direttore sanitario per chiedere un incontro e un tavolo tecnico sul sovraffollamento.

http://laprovinciapavese.gelocal.it/pavia/cronaca/2017/01/15/news/pronto-soccorso-manca-il-piano-anti-caos-1.14717632

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