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E’ rivolto più che altro ai sindacati confederali l’attacco che la segreteria provinciale del Fials fa in materia di sanità, di personale, di servizi e in particolare di riorganizzazione degli ospedali. «L’azione da noi intrapresa – scrive il Fials – con la proclamazione dello stato di agitazione mette in evidenza una situazione di criticità per il personale sanitario e per i servizi erogati che coerentemente abbiamo denunciato nel tempo, a differenza di quei sindacati che fanno finta opposizione e rivendicazione quando in realtà hanno sostenuto le scelte delle direzioni aziendali che si sono succedute e i piani di riordino del Servizio sanitario regionale.

In ossequio della delibera di giunta regionale toscana 1235/2012 hanno condiviso: l’accentramento della diagnostica di laboratorio a Livorno, il taglio dei posti letto da dal 3,7 al 2,19 per mille abitanti che sta bloccando il funzionamento dei pronto soccorso, il modello dell’intensità di cure che ha prodotto l’accorpamento dei reparti; hanno sottoscritto nel tempo piani assunzioni che hanno ridotto drasticamente il personale mentre l’azienda trovava la ferma opposizione solo del Fials».

«Adesso – prosegue il Fials sempre attaccando i sindacati confederali – con la legge regionale 84/2015 di riorganizzazione delle Asl in tre mega aziende e della rete dei presidi ospedalieri non contrastano la scelta dell’ospedale e del distretto unico tra Piombino e Cecina. Bisogna invece dire la verità ai lavoratori e ai cittadini: questo progetto segnerà il progressivo ridimensionamento dei servizi sanitari con la perdita del concetto di autonomia nell’erogazione delle prestazioni da parte delle zone di Piombino e Cecina. Evidenti saranno le ripercussioni negative che colpiranno anche i punti nascita dove vengono a mancare i requisiti per il suo mantenimento a Piombino».

Il Fials ritiene che «per rivendicare i diritti dei lavoratori e dei cittadini lo stato di agitazione è uno strumento sindacale di lotta importante, però bisogna coerentemente contrastare le operazioni di ristrutturazione dei servizi che azienda e Regione stanno realizzando. Non è un caso che quando il Fials ha voluto rappresentare la propria contrarietà all’ospedale unico con l’iniziativa del 22 novembre l’azienda ha cercato di metterci a tacere negandoci la sala congressi dell’ospedale di Piombino costringendoci a parlare con le istituzioni, i cittadini e i lavoratori fuori dell’ospedale».

«Bisogna anche essere consapevoli – conclude il Fials – che, se con la fase successiva di raffreddamento con l’azienda e di conciliazione con il prefetto non ci sarà una concreta volontà a risolvere i problemi rappresentati e i diritti dei lavoratori continueranno ad essere negati, l’unica strada percorribile è quella dello sciopero. A questo punto si vedrà se anche gli altri sindacati in vertenza dimostreranno di passare dalle parole ai fatti».

http://iltirreno.gelocal.it/piombino/cronaca/2016/12/13/news/il-fials-agli-altri-sindacati-fate-finta-opposizione-1.14562637

 

 

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