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Roma, 23 dicembre 2016 – Il sindacato autonomo Fials torna ad attaccare le politiche regionali in materia di sanità di prossimità e lo adducendo motivi di critica alle Case della salute. E’ quanto emerge da una nota della Segreteria provinciale di Roma che, dopo uno screening sulle liste d’attesa degli ultimi tre mesi e sui reparti di Pronto soccorsi. specifica: “A quasi quattro anni dall’insediamento della giunta Zingaretti l’idea di mettere in piedi 48 Case della salute, ossia una per ogni distretto sanitario del territorio regionale, è malamente naufragata. A oggi siamo arrivati a circa una dozzina e tanto basta a dire che il meccanismo di questa tipologia di strutture non dà risposte adeguate ai bisogni sanitari dei cittadini”. “Eppure la Regione Lazio malgrado i segni evidenti di criticità si ostina ad impegnare soldi pubblici. Le Case della salute non hanno prodotto alcun miglioramento nelle prestazioni di alta specializzazione, tantomeno nella diagnostica e neppure in certune patologie che possono essere seguite a livello ambulatoriale.

A oggi non sono altro che la copia fotostatica di uno studio di medicina di base. Nulla di più. A meno che non vengano dotate di macchinari e apparecchiature diagnostiche adeguate alle richieste dell’utenza” precisa la nota. “Per fare qualche esempio per un’ecografia addominale si aspettano anche 5 mesi, per un ecocolordoppler addirittura 6, così per una mammografia o un’ecografia mammaria anche fino a 8/10 mesi. Ci vogliono 7 mesi per un’ecografia prostatica. E questi, qualora il presidente del Lazio non lo sapesse sono tutti esami propedeutici a qualsiasi visita specialistica dell’apparato da porre sotto indagine. Infatti non ci sono Case della salute che danno risposte in tal senso altrettanto per patologie particolari e assai comuni nel Lazio come la Bpco (Broncopatia cronica ostruttiva). Per avere il responso della struttura specialistica ci vogliono tra i 4 e i 5 mesi di attesa. Quanto invece ai Dea – prosegue la nota – molte delle strutture ospedaliere sono al collasso per l’eccedenza di pazienti che vi si rivolgono. E il picco influenzale ancora non è stato raggiunto”. “Nei giorni scorsi abbiamo presentato un esposto alle autorità ospedaliere e regionali in riferimento allo stato di sovraffollamento del Pronto soccorso del San Camillo – aggiunge la nota Fials -. Sono stati conteggiati 95 pazienti presenti, (di cui 45 in attesa di posto letto) e questo è solo la punta dell’iceberg dei tanti problemi che da anni si presentano. In data 20 dicembre u.s. sono stati allestiti fino a 2 letti per reparto in alcuni corridoi. Eppure ciò non basta a far desistere la Regione Lazio e il governatore Zingaretti a tagliare nastri dinanzi agli ingressi delle nuove Case della salute continuando a impegnare  4 milioni e 900 mila euro di soldi pubblici per prestare alle nuove realizzazioni. Il cittadino invece per assicurarsi gli esami diagnostici deve mettere mano al portafogli e pagarsi per ben che gli vada l’esame in intramoenia a cifre mai inferiori ai 100 euro”. “Pertanto chiediamo al governatore Zingaretti di rivedere il piano di intervento per la diagnostica e fare un passo indietro nella realizzazione delle Case della salute. A meno che – conclude la nota – non andremo a scoprire, un giorno, che tali strutture avranno un secondo fine nell’offerta assistenziale del Lazio. Ma a oggi tale fine rimane oscuro”.

SU http://www.agenparl.com/sanita-lazio-fials-flop-manifesto-delle-case-della-salute-liste-dattesa-pronto-soccorsi-al-collasso/

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