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SALERNO. Non c’è traccia della Chirurgia oncologica nell’atto aziendale adottato dal manager dell’Azienda ospedaliera universitaria Nicola Cantone.
La sanità è piegata alle logiche baronali nonostante le firme raccolte e gli appelli lanciati in difesa di una struttura di eccellenza, vero fiore all’occhiello del Ruggi, diretta dal dottor Carmine Napolitano». A suo avviso questa mancanza determinerà «viaggi della speranza anche fuori Regione, con grandi disagi per i malati e notevole aggravio di spese per il budget regionale. Il tutto nel silenzio di una politica miope e settaria che non guarda oltre il proprio orticello, ignorando merito, titoli e preparazione professionale valori da difendere». In realtà la Chirurgia oncologica in quanto reparto non c’è mai stata, è sempre rientrata nella Chirurgia, settore che al Ruggi comprende due specializzazioni: Chirurgia generale e Chirurgia d’urgenza. L’Azienda ha preferito non istituire un reparto dedicato e quindi prevedere nuovi posti letto, ma ha optato per la Chirurgia specialistica oncologica mini-invasiva in laparoscopia: branca di alta specializzazione che rientrerà nella Chirurgia e forse sarà seguita da un professore universitario.

Tra i vari rappresentanti sindacali Franco Leo della Fials ha premesso che l’atto è perfettibile. Non ha digerito che sia stata depotenziata la Medicina generale: «ha perso posti letto, da 48 a 31». Ma ha approvato che il «Ruggi abbia un’Unità spinale, una struttura semplice neuromuscolare (Sla), l’istituzione di una Chirurgia toracica, il potenziamento di Urologia tra San Severino e Ruggi, da 30 posti a 45». Ok, per Leo, anche all’aumento al Ruggi dei posti letto di Nefrologia da 18 a 30, Oculistica che ne avrà 30, Ematologia che passa da 10 a 15. Favorevoli all’Ortopedia al Ruggi e a Cava e alla crescita dei posti letto di Ginecologia al Ruggi: dopo le chiusure di Cava e San Severno «avrà 46 posti invece di 38». Sì alla doppia Cardiochirurgia al Ruggi (da 20 a 30 posti; a San Severino e Cava ci sono solo Cardiologie), al nuovo reparto di Neuropsichiatria infantile (15 posti) e all’istituzione di Psichiatria universitaria: 15 posti (il reparto diretto dal dottor Davide Amendola dipende dall’Asl).

Margaret Cittadino (Cgil) ha bocciato invece «la doppia Cardiochirurgia e il doppio day hospital oncologico al Ruggi. L’atto, inoltre, concentra l’attenzione sul numero di posizioni organizzative dei dipendenti, un centinaio, e meno sugli aspetti assistenziali. Taglia i coordinatori delle unità operative, materia di contrattazione intorno alla quale ruota l’erogazione di fondi pubblici. Sono state previste diverse unità operative complesse, come Dermatologia a Cava, senza un adeguato numero di posti letto. Non sono stati pianificati il rapporto tra Azienda e ateneo e tra Azienda e Asl».

http://lacittadisalerno.gelocal.it/salerno/cronaca/2016/12/15/news/chirurgia-oncologica-sparisce-dal-ruggi-1.14571453

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