Skip to main content

ALESSANDRIA – Emergenza o non emergenza, necessità di assicurare la migliore gestione delle urgenze in Pronto soccorso e nei reparti o meno, i sindacati di categoria della Funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil contestano le decisioni della direzione generale dell’azienda ospedaliera ‘Santi Antonio e Biagio e Cesare Arrigo’ di Alessandria. Le tre segreterie, in una lettera unitaria inviata la scorsa settimana chiedono un incontro urgente al direttore, Giovanna Baraldi, e criticano la scelta di ricorrere all’assunzione di personale interinale e la sospensione delle ferie. “Non possiamo non biasimare – si legge sulla lettera firmata da Fp Cgil, Fp Cisl e Uilpa – la scelta, anche se assunta in una situazione di emergenzialità, di ricorrere al personale interinale anziché allo scorrimento delle graduatorie presenti nella nostra regione, anche solo per assunzioni a tempo determinato. Un’esigenza di celerità che confligge con il diritto di coloro che sono presenti nelle graduatorie di concorso e che non può, e non dovrebbe, affievolire il diritto maturato a seguito del superamento di prove concorsuali pubbliche.

Siamo certi, infatti, che la Direzione, con la medesima tempestività con cui ha avviato e portato a conclusione le procedure per l’aumento dei posti letto, possa avviare anche le procedure di autorizzazione presso la regione per l’assunzione, anche solo a tempo determinato, del relativo personale necessario per dare operatività alle misure di contrasto per il superamento della fase emergenziale. Non condividiamo, inoltre, la scelta di sospensione indiscriminata delle ferie, con contestuale richiamo in servizio del personale, che avviene senza aver preliminarmente definito il reale fabbisogno, così come si evince dall’analisi di cui i coordinatori e le posizioni organizzative dovranno farsi carico a partire dalla data odierna. Per questi motivi – concludono Cgil, Cisl e Uil – chiediamo di sospendere l’arruolamento del personale interinale e avviare con urgenza le procedure di scorrimento delle graduatorie, nonché sospendere la revoca indiscriminata delle ferie senza aver preliminarmente verificato il reale fabbisogno”.

L’azienda, dal canto suo, continua a lavorare con un solo obiettivo: assicurare “la presa in carico di tutti i pazienti, in ordine di priorità, e garantirne i bisogni di salute”. Ecco perché è stato definito un piano straordinario aziendale che prevede in particolare “l’attivazione di letti aggiuntivi in low care (più 2) e in area internistica (più 10), con conseguente potenziamento delle equipe infermieristiche assistenziali e di supporto, al momento garantito con contratti temporanei di somministrazione lavoro, nell’intento di giungere a forme contrattuali più stabili non attivabili in tempi così brevi. Questa misura è già stata oggetto di precedente informativa” precisa Giovanna Baraldi. Questa settimana sono poi previsti “interventi chirurgici improcrastinabili, causa gravi patologie, con previsione di post-chirurgico in terapia intensiva, ambito nel quale è al momento prevista una saturazione nell’utilizzo dei posti letto. Pertanto, dovendo rispondere a necessità cliniche così importanti, si è previsto di aprire due unità di degenza di terapia intensiva da lunedì (ieri, ndr), per le quali risulta necessaria assistenza infermieristica che non può essere erogata da personale non adeguatamente formato. A tal fine è stato proposto al personale infermieristico di tutta l’area intensiva (terapie intensive e blocchi operatori) di effettuare turni in prestazione aggiuntiva, finanziati da risorse espressamente finalizzate all’abbattimento delle liste d’attesa. Questa soluzione avrà validità fino al 28 gennaio”.

L’altro fronte di crisi è quello del Pronto Soccorso. “Con un monitoraggio quotidiano delle presenze in servizio, in alcuni particolari momenti si è potuto potenziare con infermieri e con operatori sociosanitari il Pronto Soccorso, consentendo – precisa il direttore dell’azienda ospedaliera – un maggiore supporto ai dipendenti che in questo periodo stanno affrontando importanti carichi di lavoro; parallelamente la Direzione Generale sta progettando di individuare per il personale di Pronto Soccorso un riconoscimento per questo imprevisto aumento di carico di lavoro, di rischio e responsabilità“.

La Regione Piemonte, assicura Giovanna Baraldi, è informata “costantemente su dati e decisioni e la Direzione generale ha già formalizzato nel Bilancio di previsione consegnato lo scorso 28 dicembre l’intenzione di rendere stabili un numero di posti letto superiore al passato, richiedendo il correlato potenziamento dell’organico e del finanziamento, ritenuti indispensabili a questo fine”.

Intanto le stesse organizzazioni sindacali che hanno criticato le decisioni dell’azienda ospedaliera alessandrina, hanno invece firmato, a livello piemontese, l’intesa con la Regione Piemonte sulla realizzazione delle Case della salute e sul miglioramento dell’offerta sanitaria. Cgil, Cisl e Uil pienamente d’accordo sulla rete di assistenza territoriale che prevede l’istituzione di 55 Case della salute in tutta la regione, centri attrezzati e aperti 24 ore al giorno i cui saranno ospitati ambulatori, medici di famiglia, specialisti e infermieri, punti di prelievo e servizi assistenziali. In provincia di Alessandria sono già operative due Case della salute, la prima a Castellazzo Bormida e la seconda a Valenza. Quelle nuove sono previste ad Arquata Scrivia, Castelnuovo Scrivi e Moncalvo (è in provincia di Asti, ma la competenza territoriale rientra nel Distretto dell’Asl di Casale Monferrato). La Regione ha annunciato di investire otto milioni di euro per una rete di case della salute e con una apposita delibera sono state fissate le linee guida per attuare un modello “che garantisca la continuità assistenziale nella presa in carico e nei percorsi di cura fra territorio e ospedale”.

Leave a Reply