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art. 90

Agli effetti delle disposizioni del presente codice, la condizione di particolare vulnerabilità della persona offesa è desunta, oltre che dall’età e dallo stato di infermità o di deficienza psichica, dal tipo di reato, dalle modalità e circostanze del fatto per cui si procede. Per la valutazione della condizione si tiene conto se il fatto risulta commesso con violenza alla persona o con odio razziale, se è riconducibile ad ambiti di criminalità organizzata o di terrorismo, anche internazionale, o di tratta degli esseri umani, se si caratterizza per finalità di discriminazione, e se la persona offesa è affettivamente, psicologicamente o economicamente dipendente dall’autore del reato. Note (1) Articolo inserito dall’art. 1, comma 1, D.Lgs. 15 dicembre 2015, n. 212.

art. 92

1. L’esercizio dei diritti e delle facoltà spettanti agli enti e alle associazioni rappresentativi di interessi lesi dal reato è subordinato al consenso della persona offesa.
2. Il consenso deve risultare da atto pubblico o da scrittura privata autenticata e può essere prestato a non più di uno degli enti o delle associazioni. È inefficace il consenso prestato a più enti o associazioni.
3. Il consenso può essere revocato in qualsiasi momento con le forme previste dal comma 2.
4. La persona offesa che ha revocato il consenso non può prestarlo successivamente né allo stesso né ad altro ente o associazione.

Ratio Legis. L’effettivo titolare dell’interesse leso è la persona offesa: per tale ragione l’intervento di enti o associazioni al processo dipende dall’assenso della persona offesa, evitando così la partecipazione di soggetti ad essa poco graditi. Per tali ragioni la manifestazione del consenso deve rispettare alcune forme: in primis deve essere concessa ad un solo ente; inoltre può essere revocata in qualsiasi momento. Con la prestazione del consenso l’ente e la persona offesa, partecipano contemporaneamente e autonomamente.

art. 93

  1. Per l’esercizio dei diritti e delle facoltà previsti dall’articolo 91 l’ente o l’associazione presenta all’autorità procedente un atto di intervento che contiene a pena di inammissibilità:
    a) le indicazioni relative alla denominazione dell’ente o dell’associazione, alla sede, alle disposizioni che riconoscono le finalità di tutela degli interessi lesi, alle generalità del legale rappresentante;
    b) l’indicazione del procedimento;
    c) il nome e il cognome del difensore e l’indicazione della procura;
    d) l’esposizione sommaria delle ragioni che giustificano l’intervento;
    e) la sottoscrizione del difensore.
    2. Unitamente all’atto di intervento sono presentate la dichiarazione di consenso della persona offesa e la procura al difensore se questa è stata conferita nelle forme previste dall’articolo 100 comma 1 (1).
    3. Se è presentato fuori udienza, l’atto di intervento deve essere notificato alle parti e produce effetto dal giorno dell’ultima notificazione [78 c.p.p.] (2).
    4. L’intervento produce i suoi effetti in ogni stato e grado del procedimento [76 , 84 c.p.p.].

Note

(1) Il legislatore ha voluto disciplinare in modo dettagliato le modalità dell’intervento, legiferando con particolare attenzione le norme che riguardano il contenuto dell’atto di intervento e ogni aspetto che riguarda la partecipazione al procedimento.

(2) Finalità del legislatore è quella di assicurare il contraddittorio con riguardo a tutte le parti del processo.

http://www.brocardi.it/codice-di-procedura-penale/libro-primo/titolo-vi/art90quater.html

http://www.brocardi.it/codice-di-procedura-penale/libro-primo/titolo-vi/art92.html

http://www.brocardi.it/codice-di-procedura-penale/libro-primo/titolo-vi/art93.html

 

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