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Pronto soccorso. Il pronto soccorso di San Vito, a ogni turno (mattina, pomeriggio e notte), è presidiato da tre infermieri e un operatore socio-sanitario (oltre a uno o due medici). Il presidio ospedaliero garantisce la doppia uscita dell’ambulanza, anche in contemporanea. Se la prima uscita del mezzo di soccorso è dettata da un codice alto di intervento, l’equipaggio è formato da infermiere, oss e autista. In questo caso, non parte la seconda ambulanza.

Ma se il codice non è alto, escono infermiere e autista con la prima ambulanza e, qualora arrivasse una seconda chiamata di intervento, uscirebbero anche oss e infermiere: in questo modo al pronto soccorso resta un unico infermiere. Che si occupa di sale di intervento, osservazioni, gestione di utenti che si presentano in loco o chiamano al telefono (con relativa definizione del codice di intervento).

Circostanza, quest’ultima, che può comportare conseguenze sui tempi di attesa per gli utenti, oltre al lavoro su più fronti dell’operatore che resta a presidio del pronto soccorso.

Il potenziamento. Simon è consapevole della necessità di un potenziamento del pronto soccorso: «Non soltanto quello di San Vito, anche gli altri dell’Azienda saranno interessati da una riorganizzazione generale», ha detto. Ciò significherà assunzioni o aggiunta di personale grazie a risorse interne? E’ probabile, soprattutto se si guarda ai numeri della realtà sanvitese.

E per quanto riguarda il direttore della struttura complessa di pronto soccorso e medicina d’urgenza, «il bando di concorso è in programma». Simon, il mese scorso, in occasione dell’inaugurazione della parte ristrutturata del corpo A, aveva annunciato il prosieguo dei lavori in altri ambiti dell’ospedale: in futuro, al piano rialzato, potrebbe beneficiarne anche il pronto soccorso, quanto meno la sala d’attesa, che si potrebbe allargare.

Provincia cardioprotetta. Restando nel campo delle emergenze, ma spostandosi dall’ospedale al territorio, ieri Simon ha confermato che l’Azienda ha fatto proprio il progetto di Friulovest banca di estendere la rete di comuni dotati di defibrillatori a tutta la provincia. L’istituto di credito cooperativo sinora ha fornito a 23 comuni le importanti apparecchiature per far fronte agli arresti cardiaci. Altri – come San Vito – se ne sono dotati per proprio conto.

L’intenzione, come ha specificato Simon, è partire da un monitoraggio di tutti i luoghi in provincia dotati di defibrillatore, nonché delle persone abilitate all’utilizzo. Poi entrerà in campo un sistema per ottimizzare l’utilizzo delle apparecchiature. La provincia di Pordenone diventerebbe “la prima cardioprotetta d’Italia”.

http://messaggeroveneto.gelocal.it/pordenone/cronaca/2017/01/22/news/unico-infermiere-tuttofare-sos-dal-pronto-soccorso-san-vito-se-escono-due-ambulanze-dei-tre-addetti-all-emergenza-ne-rimane-uno-il-direttore-giorgio-simon-e-una-delle-aree-che-sara-potenziata-e-riorganizzata-1.14753970

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