Skip to main content

In principio si faceva anche leggere, pareva una novità. In seguito, idee poche ma confuse. Il quadro si è quindi definito e si è chiarito il contesto da disorientamento nel tempo e nello spazio: capipopolo che diventano comprimari, soldati che assurgono a generali, nuovo contro pregresso, bramosia sul diritto di cronaca per due click due, collaborazioni che si tramutano in antagonismi. Il primato del nulla.

Se dice centotre, il fremito vocale tattile sarà tanto esile quanto insignificante per andare a referto.

Le pretese, e fomentate, guerre di religione istituzionale attestano che nemmeno da quell’osservatorio privilegiato e sponsorizzato si è ben compreso il profondo della comunità professionale, la sua complessità, i suoi tormenti, i desiderata. Comunità professionale poco appassionata alle ragioni della destra o della sinistra infermieristica: guarda avanti e non di lato, “incurante” delle cassandre. Si è ritenuto di aver intuiti e captati i segnali che arrivano o non pervengono da più parti, con o senza etichette. Grave errore.

Possono andare di interpretazioni dei segni, di algoritmi, di analisi perentorie, di medicina alternativa, ma gravi errori sono e tali rimangono.

Hanno davvero capito poco ieri, e procedono tentando di intorbidire l’ambiente agitando acque improbabili in un fiume da qualche tempo in secca culturale. E domani sarà ancora stesso trend.

Politiche a vista, guanti di velluto, patti di non belligeranza, accademia, specchietti per le allodole, maglie strette, back office. Tutto inutile se non porteranno da qualche parte raggiungendo un  pur minimo risultato che non sia la frattura scomposta che fatica che ad essere contenuta, e sempre ammesso che sia una strategia della quale andare fieri ed incontro agli esiti.

Nel frattempo  v e n t i n o v e m i l a  voci sopra il mare professionale. Navigabile.

 

Leave a Reply