Skip to main content

Il 2016 potrebbe essere definito l’anno delle promesse mancate. Dal Ddl Concorrenza, alla convenzione, passando per la riforma degli Ordini, nessuno dei riordini, molto attesi dai farmacisti, è arrivato a compimento. E la situazione politica a dir poco ingarbugliata ha fatto il resto. Il percorso del Ddl concorrenza, con la sua apertura ai capitali nelle farmacie, è emblematico: a gennaio il relatore Luigi Marino annunciava l’approdo in aula e definiva marzo “mese decisivo”.
A febbraio un nuovo stop in Commissione industria, dove il testo si è fermato ben oltre le aspettative. A maggio le pressioni europee hanno portato il Mise a garantire la fine per giugno, ma l’approvazione non è arrivata e, dopo l’approvazione ad agosto dalla X commissione del Senato, si è giunti al Referendum del 4 dicembre che ha sancito lo stand by pressoché definitivo del testo. Le cose non sono andate molto meglio per l’atteso rinnovo della Convenzione farmaceutica. A luglio è stato licenziato l’atto d’indirizzo delle Regioni e a fine anno all’interno del Def sono state inserite le specifiche contenute nel documento integrativo dell’Atto d’indirizzo per il rinnovo della Convenzione farmaceutica. Un ottimo segnale, disse la presidente di Federfarma Annarosa Racca, ma la trattativa, complice l’esito del Referendum, è parecchio rallentata. Ferme anche la riforma degli ordini delle professioni sanitarie approvata in Senato a maggio e la riforma che inasprisce le pene contro l’abusivismo sanitario (ddl 2281 già approvato dal Senato e alle Commissioni Giustizia e Affari Sociali della Camera).

http://www.farmacista33.it/ddl-concorrenza-convenzione-riforma-ordini-anno-delle-promesse-mancate/politica-e-sanita/news–38476.ht

 

 

Leave a Reply