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Il 31 dicembre scadono i contratti degli operatori in tutta la provincia. Nidil Cgil Lecce: “Oltre a danno occupazionale, rischio di gravi ripercussioni sul percorso riabilitativo dei 120 utenti. Chiediamo intervento della Regione Puglia”.

“Si sta per consumare l’ennesima ingiustizia sociale nel nostro territorio della provincia di Lecce, ai danni dei lavoratori e delle famiglie”. A parlare è Daniela Campobasso, segretaria generale di Nidil Cgil Lecce, che sottolinea come il prossimo 31 dicembre scadano i contratti di lavoro Co.co.pro (contratti a progetto) di 23 lavoratori impegnati nelle attività artigianali e ludiche a supporto del personale medico e paramedico che operano nei Centri diurni del Dipartimento di salute mentale della Asl di Lecce.

Si tratta come spiega di un “servizio indispensabile, dal punto di vista terapeutico e umano, che realizza il reinserimento psicosociale di 120 persone, utenti del Centro”.

Dal 1° gennaio, dunque, queste persone saranno private di un apporto determinante, ai fini riabilitativi, importante anche dal punto di vista relazionale, dal momento che gli utenti riconoscono in questi operatori dei punti di riferimento, come fossero parte integrante delle loro famiglie.

Il Nidil Cgil di Lecce, che rappresenta questi lavoratori precari, dopo aver incontrato la dottoressa Silvana Melli, della Direzione generale della Asl di Lecce, chiede alla Regione Puglia di intervenire al più presto affinché si eviti un ulteriore danno sociale e occupazionale, nonché pesanti ripercussioni sul percorso terapeutico degli utenti e sui livelli di assistenza essenziali che hanno valenza pluriennale e di comprovata efficacia.

“Il Nidil Cgil – conclude Campobasso – è al fianco di questi lavoratori affinché questa vertenza sia assunta anche come una battaglia di civiltà e di welfare collettivo”.

http://www.leccesette.it/dettaglio.asp?id_dett=40828&id_rub=188

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