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CONTINUARE A MORIRE SUL LAVORO

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Spisal – gli investimenti non bastano, bisogna potenziare gli organici


Fp Cgil Veneto: nulla è cambiato e si continua a morire sul lavoro

Venezia, 3 maggio 2021 – “I dati che l’Inail fornisce ogni anno in materia di denunce di infortuni e di morti sul lavoro sono impietosi, ma ciononostante si continua a non investire a sufficienza sui dipartimenti di prevenzione e su massicce assunzioni di Tecnici della Prevenzione” –  dichara Ivan Bernini segretario generale Fp Cgil Veneto.
“C’è una sorta di assuefazione a morti ed incidenti sul lavoro come se fosse ormai considerato un fatto ineluttabile – prosegue Bernini –  si piange il giorno dopo, ma le cose continuano esattamente come prima. Spiace peraltro constatare che ogniqualvolta si denunciano le carenze di personale in questi settori e gli scarsi investimenti operati nel corso degli anni, arrivano sempre “risposte piccate” da parte di regione e direzioni delle Ulss che, anziché riconoscere il problema tendono a minimizzarlo. Bisognerebbe, diversamente, che tutti prendessero cognizione dell’enormità che il tema rappresenta e lo facessero proprio per cercare soluzioni più incisive nel limitare il fenomeno”.

“Se dopo anni di crisi economica e di stagnazione nell’occupazione i numeri di morti e infortuni sono ancora così drammaticamente alti, possiamo immaginare che con la possibile ripresa legata anche al recovery plan il rischio di incremento nei numeri salirà ulteriormente. Considerando che è proprio nei settori a maggiore incidenza di infortuni che si riverseranno risorse e relative attività” – afferma Bernini.

Nel 2018 regione ed organizzazioni sindacali confederali firmarono un protocollo che impegnava la regione ad un investimento importante nel settore con l’incremento di assunzioni di tecnici della prevenzione da destinare agli Spisal. Come è andata?

Solo per stare a qualche numero:
• Ulss Scaligera 11 nuovi assunti nel 2019, 2 nel 2020. Nel frattempo se ne sono persi per pensionamento o dimissioni 5; il numero di tecnici della prevenzione oggi è pari a quello che c’era all’incirca nei primi anni 2000;
• Ulss Marca Trevigiana 22 nuovi assunti nel triennio che però risulterebbero, per ampia parte, assegnati a servizi diversi dallo Spisal;
• Ulss Berica 4 nuovi assunti nel 2020;
• Ulss Pedemontana 2 neoassunti nel 2019 uno dei quali già dimesso nel 2020. Attualmente ci sono 11 tecnici della prevenzione…gli stessi del 2018 con 3 in previsione di pensionamento;
• Ulss Veneziana 10 nuovi assunzioni nel triennio per un organico totale di 20 unità;
• Ulss Euganea 14 nuovi assunti dal 2019 con 7 già usciti (dimissioni o pensionamento) e 2 prossimi alla pensione.

“Val la pena considerare – sottolinea Bernini – giusto per evitare polemiche di sorta, che nei saldi finali va distinto tra copertura per uscite pensionamenti – e quindi copertura da turnover – e investimenti. Investire significa potenziare gli organici, non sostituire chi cessa”.

“Senza essere tacciati di demagogia noi pensiamo che intanto serva assumere tecnici della prevenzione da destinare effettivamente ed a potenziamento degli Spisal. Cosa che non si è fatta finora. Stabilendo, Stato e Regioni, che su questa tipologia di personale si possa andare in deroga ai limiti alle assunzioni ed alla spesa. O la sicurezza è una priorità, e come tale si eliminano taluni vincoli, o diversamente si fa finta di considerarla tale” conclude Bernini.

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