chiudi
Opinioni del lettore

CONTATEVI E CHIEDETEVI

Screenshot_20220426-211735903 (1)

da particella di sodio in acqua lete:

 

Al Presidente della FNOPI

Ai Presidenti degli Ordini Provinciali OPI

(loro sedi)

Quinto Vicentino, 26 aprile 2022

Oggetto: Tutela del diritto al lavoro di cui agli art 4, 4bis e 4 ter del DL n. 44/21 convertito in legge n. 76/21 e nel D.L n. 24/22

Gentili colleghi,
facendo riferimento alla lettera che, in data 5 aprile 2022, ContiamoCi!, con il sostegno di altre associazioni, ha inviato al Ministero della Salute, alle Federazioni Nazionali e agli Ordini, chiediamo, in qualità di Infermieri di ContiamoCi!, che la FNOPI e gli Ordini provinciali degli infermieri vogliano attivarsi al fine di ripristinare la dignità della nostra categoria professionale gravemente compromessa dall’imposizione di un obbligo vaccinale sanzionato con la sospensione dall’Albo professionale di cui all’art. 4 DL n. 44/21 e succ. mod.


Al riguardo si consideri che la valutazione della legittimità dell’obbligo vaccinale di cui al DL. 44/21 è oggi oggetto delle seguenti ordinanze di rinvio alla Corte Costituzionale:

• Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Sicilia (Proc. n. 0351/22 Reg. Prov. Coll – n. 01272/21 Reg. Ric.) ha sollevato l’incidente di costituzionalità per contrasto dell’art. 4 del DL 44/21 e succ. mod. con l’art. 32 Cost., rilevando profili di criticità della vaccinazione obbligatoria per il Covid 19 rispetto a parametri di costituzionalità dei vaccini obbligatori, insufficiente farmacovigilanza attiva e conseguente monitoraggio di raccolta dati di segnalazione di eventi avversi.

• Il Tar di Milano, con ordinanza di remissione alla consulta (00192 REG. PROV. CAU) ha sollevato la questione di legittimità costituzionale “dell’articolo 4, comma 4, del decreto legge 1 aprile 2021, n. 44, convertito con modificazioni nella legge 28 maggio 2021, n. 76, così come modificato dal decreto legge 26 novembre 2021, n. 172, convertito nella legge 21 gennaio 2022, n. 3, nella parte in cui prevede, quale effetto dell’accertamento dell’inadempimento dell’obbligo vaccinale l’immediata sospensione dall’esercizio delle professioni sanitarie”.

• Il Tribunale ordinario di Brescia, sezione lavoro (proc. n. 151-1/2022 N.R.G.) ha emanato una ordinanza di remissione alla Corte Costituzionale per contrasto con gli artt. 2 e 3 della Costituzione italiana dell’art 4 ter, comma terzo, del DL n. 44/21, nella versione che sarà vigente fino al 1° aprile 2022, “nella parte in cui nel prevedere che “Per il periodo di sospensione, non sono dovuti la retribuzione né altro compenso e emolumento, comunque denominati” esclude, nel periodo di disposta sospensione in favore del personale di cui alla lettera a) citata disposizione, l’erogazione dell’assegno alimentare previsto dall’art. 500 Decreto legislativo n. 297/94 (testo unico del personale scolastico).”

Da ultimo:

• Il Tribunale Catania, con ordinanza del 14 marzo 2022, ha dichiarato non manifestamente infondata, in rapporto agli artt. 2, 3, 32, comma 2, Cost., la questione di legittimità costituzionale relativa all’art. 4, comma 5, del D.L. 1 aprile 2021, n. 44 (convertito con modificazioni dalla L. 28 maggio 2021, n. 76), nella parte in cui, nel prevedere, per chi è sospeso in quanto non vaccinato contro il Covid, che «per il periodo di sospensione non sono dovuti la retribuzione né altro compenso o emolumento, comunque denominato», esclude l’erogazione di un assegno alimentare o altra somma comunque denominata prevista dalla legge ovvero dalla contrattazione collettiva di categoria in caso di sospensione cautelare o disciplinare.

È doveroso sollecitare la FNOPI e gli Ordini Provinciali a riconsiderare le loro posizioni per l’infondatezza delle decisioni prese, rispetto alla tutela della salute pubblica, contenimento dell’infezione e diffusione del virus. Quanto accaduto mette in crisi la scarsa credibilità delle Istituzioni Sanitarie, che hanno richiesto la sospensione all’Albo Professionale dei Sanitari guariti persino nel periodo nel quale, secondo le indicazioni ministeriali, non potevano essere vaccinati.

Considerando che lo stato di Emergenza è concluso, che tale imposizione non è più applicata negli altri paesi europei e che lo stesso Parlamento Europeo ha raccomandato di evitare ogni forma di discriminazione nei confronti di chi non possa o non ritenga di doversi sottoporre al trattamento con vaccini sperimentali (art 36 del regolamento UE 2021/953),

CHIEDIAMO:

• la riammissione in servizio dei colleghi sospesi, non solo perché la loro presenza non costituisce pericolo (se non negli stessi gradi di rischio dei colleghi vaccinati con Super Green Pass), ma per l’illegittimità dello stesso obbligo che va posto in discussione e rigettato alla radice;

• che la FNOPI si impegni affinché la vaccinazione anti SARS-COV-2 non sia prerequisito essenziale per l’iscrizione e la permanenza nell’albo professionale;

• che venga preso in considerazione il mancato riconoscimento di anticorpi prodotti naturalmente a seguito di infezione pregressa. Non sono stati infatti presi in considerazione numerosi studi che confermano quanto l’immunità naturale sia più duratura e completa rispetto quella artificialmente acquisita mediante vaccinazione;

• che l’Ordine si impegni a tutelare la dignità della professione e a non tradire il suo ruolo istituzionale di garante del codice deontologico.

Alla luce dei fatti sopracitati chiediamo:

• che, in considerazione della fine dello stato di emergenza l’obbligo vaccinale per i sanitari non sia prorogato fino al 31 dicembre 2022 ma, come per tutte le altre categorie di lavoratori, non sia più vigente dal 15 giugno 2022;

• che sia ripristinato immediatamente il diritto al lavoro e alla retribuzione dei sanitari, come per ogni altra categoria di lavoratori.

Richiamando l’Ordine alla sua responsabilità di tutelare l’indipendenza e la dignità delle professioni sanitarie, confidiamo che si possa aprire un dialogo con le Istituzioni per evitare di imporre scelte politiche e non sanitarie che danneggiano tutti i lavoratori, inclusi i sanitari che sono legati a tutelare il SSN nell’interesse di tutti i cittadini.

Ogni collega perso rappresenta una sconfitta per l’Ordine Professionale che non lo ha tutelato, sia sul piano umano, morale, giuridico, deontologico e sociale.

Un danno per tutta la popolazione, alla quale viene meno il sostegno clinico, educativo, morale e relazionale dei Professionisti di loro fiducia che hanno sempre operato con professionalità e passione.

Il Sistema Sanitario è già in carenza di Personale Sanitario specializzato e le ulteriori sospensioni aggraverebbero pesantemente tale carenza.

Gli Infermieri di “Contiamoci”