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Mettici una giornata fredda e senza troppe pretese, una telecamera, un programma in tv, aggiungi il sistema sanitario made in Calabria, e la domenica è fatta. E a quanto pare pure il lunedì con la visita dei Nas all’Azienda sanitaria. Perché se quel sistema è al collasso a Vibo Valentia si vuole sempre “esagerare” e i numeri offerti nel primo pomeriggio di domenica parlano di un 34% di “imboscati” nell’Asp vibonese.  Un quadro a tinte fosche, quindi, se non fosse che qualche conto non torna. E non torna al segretario della Cgil di Vibo Valentia, Luigi Denardo, che tra ironia e amarezza, qualche domanda se l’è posta. Perché se fino ad oggi di risposte sui mali della sanità non se ne erano avute, «finalmente» pare siano arrivate.

«C’è voluta – chiosa il sindacalista – la tv di Stato, su Rai Uno, ed il più zelante manager pubblico italiano, ing. Scura, per capire quali sono i veri mali della sanità in Calabria e nel vibonese: la Cgil, i medici e la “cultura”. In sostanza, abbiamo pagato per anni e profumatamente un “super manager” per mandare allo sfascio la sanità calabrese, dandogli, anche, la sponda nella televisione pubblica per addossare la colpa agli altri. Se il tutto – incalza – fosse successo in una azienda privata, dopo quattro anni di fallimenti, lo avrebbero cacciato in malo modo, chiamandolo persino in giudizio per i danni causati». Invece, a guardare bene, «stante i poteri da commissario straordinario – sottolinea ancora Denardo – gli viene consentito di giustificare le sue evidenti incapacità e le precipue responsabilità. E lo fa, sia rispetto ai catastrofici dati di efficienza sanitaria, che collocano la Calabria all’ultimo posto con una siderale distanza dalla penultima, la Campania, sia sulla delicata questione degli “imboscati”, chiamando in causa la Cgil e le rappresentanze dei medici  per non aver siglato un sedicente accordo sulla mobilità».
Un accordo, che comunque ricorda il segretario della Cgil «è stato firmato dagli altri ed è entrato in vigore a gennaio 2016, con evidenti risultati, dopo un anno, che confermano tutte le nostre ragioni sulla sua inefficacia ed inopportunità. Avendo, inoltre, da ribadire che la legge prevede già, sia le forme di controllo, quanto il sistena sanzionatorio a cui le direzioni aziendali possono adire, come é successo in questi giorni a Vibo Valentia con l’intervento dei Nas per i controlli sul personale. Ma, ancora più sconcertante – prosegue – rimane l’accezione usata dal commissario dicendo che in Calabria c’è anche un problema “culturale”. Su questo Scura farebbe bene a spiegarne il senso perché non vorremmo si mancasse di rispetto ai calabresi ed ai tanti, tantissimi, onesti lavoratori che nelle trincee della sanità buttano il sangue per fare il proprio dovere. Così come vorremmo sperare che la tv di Stato, nel suo legittimo esercizio della comunicazione, guardasse alla Calabria ed al nostro territorio con un senso più realistico dei bisogni del lavoro. Perché – conclude – nonostante gli evidenti eccessi e disfunzioni del sistema pubblico calabrese, dai forestali, alle province, alle Asp, dal lavoro si innescano processi virtuosi di partecipazione alla legalità ed al protagonismo sociale ed economico».

 

http://www.21righe.it/index.php/cronaca-per-ultime-notizie/9606-se-il-commissario-risolve-in-tv-i-problemi-della-sanita-l-analisi-di-denardo

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