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Nuovo anno, nuovi tagli. I buoni auspici per il 2017 sono stati vanificati da una notizia che i genitori e i tutori dei pazienti dell’Aias di Perdasdefogu non avrebbero mai voluto ricevere. Il centro ogliastrino chiude i battenti, almeno per il servizio diurno. La Regione, infatti, “non ha concesso l’accreditamento per la riabilitazione semiresidenziale al centro Aias di Perdasdefogu”. Questo è quanto si legge nella lettera ricevuta dagli interessati.  E così dal due gennaio scorso il cosiddetto “servizio di riabilitazione globale in regime diurno” è stato interrotto e i quattro pazienti che usufruivano della prestazione si sono ritrovati a casa. Gettando nello sconforto le famiglie che non sanno come affrontare questa situazione. Unica alternativa prospettata nella lettera, pare, sia il trasferimento dei ragazzi nel centro Aias di Tertenia. Soluzione però ritenuta  inaccettabile dai famigliari dei ragazzi.  Che urlano a gran voce la loro impotenza.  “In un paese come Perdas” spiega Antonello Mulas, padre di Francesco, “i nostri figli hanno come unica alternativa all’abbandono sociale questo centro che,  finora, ha garantito per loro programmi aderendo anche a quelle che erano le nostre richieste”.

“Fare affrontare il disagio di un viaggio ai ragazzi ben conoscendo le loro patologie è impensabile. I genitori si trovano davanti a una situazione di grande incertezza, l’alternativa è troppo gravosa e il prezzo più alto lo pagherebbero proprio i disabili” incalza Mulas, che si fa portavoce anche degli altri famigliari: Maria Gisella Murgia, Mauro Guerriero e Mario Mulas. “Tutti i ragazzi – spiega-  hanno serie patologie e mandarli a Tertenia è una violenza nei loro confronti. Mancherebbero loro tutti i riferimenti abituali che hanno vissuto giorno per giorno in tanti anni, ora c’è un vuoto nelle loro giornate e la ripercussione è anche sulle famiglie”.

Queste quattro persone non sono numeri, ma persone che hanno bisogno di assistenza continua. Pazienti che non si sa quanto ancora dovranno rimanere a casa. “Dall’oggi al domani” racconta il portavoce dei famigliari “abbiamo dovuto scegliere cosa fare, se non accettavamo il trasferimento i ragazzi sarebbero stati automaticamente dimessi. O li mandi a Tertenia o li tieni a casa non è per noi una valida alternativa e non è adatta a ragazzi del genere, ogni caso è un caso a se stante con delle problematiche” aggiunge Antonello Mulas che sottolinea come il centro, ritenuto validissimo, sia stato in questi anni un importante riferimento.

“Non abbiamo mai lamentato nulla, non cerchiamo colpevoli” continua il papà di Francesco “ma chiediamo di risolvere la situazione. Urliamo il nostro disagio perché non abbiamo risposte concrete da parte di nessuno. Chiediamo aiuto a tutte le autorità affinché questa situazione venga sbloccata”.

http://www.vistanet.it/blog/2017/01/04/il-centro-aias-di-perdasdefogu-chiude-i-battenti-i-familiari-dei-pazienti-ci-avete-abbandonato/

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