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NUORO. Si respira un certo ottimismo riguardo alla vertenza degli otto infermieri di Badu ‘e Carros e Mamone che dal primo dicembre hanno perso il posto di lavoro e per gli altri due colleghi che a breve potrebbero seguire la stessa sorte perché in scadenza di contratto. L’assessorato regionale alla Sanità sta infatti valutando tutte le alternative per cercare di trovare una soluzione, a cui si potrebbe arrivare entro pochi giorni. Ieri mattina i lavoratori si sono ritrovati per un sit in all’esterno dello stabile del Genio civile (dove hanno sede uffici regionali) nella speranza di essere ricevuti dall’assessore Luigi Arru, che però non era stato avvisato dell’iniziativa e in quel momento si trovava a Cagliari per impegni istituzionali.

Il rappresentante della giunta ha comunque fatto sapere che l’assessorato si sta occupando della questione e ci sono tutte le intenzioni per venirne a capo, considerata anche l’importanza e la delicatezza che riveste il servizio di assistenza ai detenuti. In queste ore, con il supporto tecnico del personale regionale, si stanno acquisendo pareri legali sulle normative da seguire per arrivare, se non alla immediata stabilizzazione degli infermieri, almeno a una proroga straordinaria dei contratti per un altro anno.

«Le parole dell’assessore Arru ci hanno rassicurato», dichiara Giorgio Mustaro, segretario provinciale della Cisl-Funzione pubblica, che sta seguendo da vicino la vertenza e presente ieri al sit in. «Quanto ci ha comunicato – continua il rappresentante sindacale – ci porta ad essere fiduciosi perché si arrivi a una rapida soluzione. Crediamo che questi lavoratori abbiano diritto a trascorrere un Natale sereno e non vadano ad aggiungersi agli altri che purtroppo sono impegnati nelle tante vertenze sul lavoro che flagellano il nostro territorio». Attualmente la situazione più precaria è quella della colonia penale di Mamone, dove sono in servizio due soli infermieri (rispetto ai quattro precedenti), costretti a estenuanti turni di lavoro, che, quando uno dei due usufruisce della giornata di riposo, arrivano a coprire l’arco dell’intera giornata (dalle 8 alle 21) con una sola ora di pausa. Se Mamone piange, Badu ‘e Carros comunque non ride. Delle sei infermiere a lavoro, quattro sono state inviate dalla Asl in distaccamento dall’ospedale San Francesco, tre delle quali con precedenti esperienze di lavoro in carcere, ma che rimarranno solo fino a fine mese.

Un’altra è stata assegnata dopo aver fatto domanda di mobilità, mentre la sesta è l’unica “superstite” il cui contratto scade però a febbraio. Anche nel penitenziario nuorese, si ritrovano a svolgere doppi turni di lavoro perché impegnati nell’affiancamento dei colleghi meno esperti.

 

http://lanuovasardegna.gelocal.it/nuoro/cronaca/2016/12/13/news/sit-in-davanti-al-genio-civile-degli-infermieri-del-carcere-1.14563205

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