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Cattive notizie per 120 dipendenti del Rizzoli di Bologna: “Nello stipendio di gennaio 2017, contrariamente a quanto annunciato”, l’85% di tutto il personale del comparto (infermieri, ausiliari, operatori socio-sanitari, amministrativi, tecnici sanitari radiologia medica, fisioterapisti, e altri ancora fino appunto a 120 persone) non avra’ “in busta paga le competenze e la liquidazione degli arretrati dovuti dall’1 gennaio 2016 relativi alle cosiddette progressioni orizzontali, a seguito di un buon accordo siglato fra l’Istituto e la stragrande maggioranza della Rsu, rappresentata da Cisl e Cgil”. La colpa? Di “un ricorso fatto dai sindacati autonomi al Collegio sindacale e alla Procura”.

Ma “non si tratta assolutamente di una bocciatura, il Collegio, comprensibilmente, ha richiesto approfondimenti”, specifica Claudio Bacolini, segretario aziendale della Cisl. Ad ogni modo si tratta solo di attendere. “Come Cisl siamo certi, ma purtroppo ci vorra” un po di tempo, stante l’assoluta correttezza e legittimita dell’accordo, che alla fine le risorse verranno erogate, come e giusto, ai lavoratori”. Peraltro il contratto nazionale prevede queste voci di aumento salariale: i passaggi da una fascia retributiva a quella immediatamente superiore, infatti, decorrono dal gennaio dell’anno di riferimento ed i criteri di attuazione della progressione sono definiti nell”ambito della contrattazione integrativa. Le norme, ricorda ancora Bacolini, prevedono inoltre che le progressioni economiche siano attribuite in modo selettivo, ad una quota limitata di dipendenti, in relazione allo sviluppo delle competenze professionali ed ai risultati individuali e collettivi rilevati dal sistema di valutazione. “Siamo di fronte, e vogliamo denunciarlo, ad un ennesimo atto di sindacalismo giudiziario. L’accordo era il massimo che si poteva ottenere, e lo si vede dai numeri. Questo continuo ricorso all’arma dell’esposto tutte le volte che non si fa quello che vogliono alcune sigle sindacali, disinteressate al bene dei lavoratori e sollecite solo a rincorrere le posizioni piu” radicali, alla fine semina solo frustrazione, malessere e scontento fra i lavoratori”. Inoltre, la cosa “fa male all’immagine delle organizzazioni sindacali, autonomi compresi, e soprattutto lede i legittimi interessi dei dipendenti del Rizzoli. E’ l’ennesimo danno ai lavoratori provocato da chi con arroganza e prepotenza si contrappone agli interessi dei lavoratori”, chiude Bacolini. (Mac/ Dire)

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