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BELLUNO. Carenza di operatori socio-sanitari. Inizia a venire a galla un nuovo problema per l’Usl 1, alle prese con una serie di pensionamenti del personale infermieristico e di assistenza che rischia di mandare in crisi anche questo settore (per quello dei medici l’emergenza è già a livello di allarme rosso).

Durante il 2016, infatti, hanno lasciato o lasceranno il posto di lavoro 51 dipendenti a tempo indeterminato: 24 tra infermieri e ostetrici, 13 infermieri generici, 9 operatori socio sanitari (Oss), un operatore tecnico addetto all’assistenza e 4 ausiliari specializzati nell’attività di trasporto e alberghiera.

N«nel tentativo di riequilibrare i numeri che vedono ad oggi una preminenza di infermieri, spesso sotto utilizzati», precisa il direttore sanitario dell’Usl 1, Giovanni Pittoni, «abbiamo deciso di acquisire 13 tra infermieri e ostetrici e 35 Oss». Ma trovare questi ultimi non è facile: «Soprattutto se il contratto che possiamo offrire loro è a tempo determinato», spiega ancora il direttore sanitario. «Il motivo è presto spiegato: dobbiamo attendere la partenza della nuova Azienda speciale agordina, che sostituirà la vecchia rsa. Visto che cinquanta lavoratori di quest’ultima sono nostri dipendenti a tempo indeterminato, dovremo capire quanti di loro rimarranno nella nuova azienda e quanti decideranno di venire a lavorare a Belluno. Per ora, quindi, pur avendo necessità di questi operatori, dobbiamo fare ricorso a contratti a tempo determinato».

L’Usl 1, infatti, intende acquisire per nove mesi 12 Oss che verranno scelti da una graduatoria già presente per queste professionalità.

«Il problema», spiega anche il segretario della Funzione Pubblica della Cisl, Fabio Zuglian, «è che mentre per gli infermieri c’è disponibilità, per gli operatori socio sanitari si prospetta una grave carenza nel mercato regionale, anche perché Venezia non ha autorizzato in questi anni posti sufficienti per coprire il fabbisogno. Non sono stati attivati, quindi, dei corsi per la loro formazione. E ora ci troviamo in difficoltà».

Inoltre, come precisa il direttore sanitario, «secondo la nuova normativa, gli infermieri saranno sempre più impegnati sul territorio e in funzioni molto più qualificanti in base anche al livello di studi da loro raggiunto. Quindi, saranno sempre più necessarie le figure degli operatori socio sanitari, che andranno a sostituire gli infermieri in mansioni che possono rientrare nelle loro competenze. Sicuramente, quindi, offrire un posto a tempo determinato non è così allettante. E se il posto è in montagna, la ricerca di questo personale diventa ancora più dura». (p.d.a.)

Si http://m.corrierealpi.gelocal.it/belluno/cronaca/2016/12/08/news/operatori-socio-sanitari-difficile-il-reclutamento-1.14539662

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